Molteno (Lecco), 9 giugno 2018 - Non basterà la parola fine scritta da una sentenza della Cassazione, dopo vent'anni di contenzioso, a spiegare perché Lucio Battisti abbia lasciato un’eredità così dolorosa nel paese che aveva scelto come ritiro. Non basta ai cittadini di Molteno e alle centinaia di ammiratori che fino al 2013 lo andavano a trovare per lasciare messaggi d’amore davanti al luogo in cui riposava.

La kermesse “Un’avventura, le emozioni”, che dal 1999 fino al 2006 ha celebrato la memoria dell’artista di Poggio Bustone, non utilizzava impropriamente i diritti di immagine di Battisti, secondo i giudici. Il paese ha vinto la sua battaglia con gli eredi, con la moglie Grazia Letizia Veronese, ma è una ferita che non si rimarginerà mai. «Ho sempre cercato di capire perché c’è stato questo accanimento - spiega Franco Brera, figlio del celebre giornalista sportivo e curatore delle prime tre edizioni del festival dedicato a Battisti dopo la sua morte -. Avevo parlato con Grazia Letizia Veronese per comprendere le sue ragioni. Anch’io a volte mi sono trovato nella sua situazione. Si cerca sempre di avere le possibilità di impedire lo sfruttamento della memoria se non è all’altezza. È una responsabilità che spetta agli eredi di certi personaggi. Ma credo anche che la nostra manifestazione fosse all’altezza. Ho cercato di capire il suo accanimento, ma credo che ci siano solo dei motivi irrazionali che vanno comunque rispettati».

All'epoca la richiesta della moglie di Battisti di bloccare il festival creò sgomento a Molteno, un tranquillo paese del Lecchese dal quale si gode un magnifico panorama sulle Prealpi. Lo stesso che Lucio aveva scelto come “sfondo” del suo lungo ritiro sulla collina di Dosso di Coroldo. «Non ho mai compreso il motivo di questa avversione - commenta Fernando De Capitani, all’epoca sindaco di Molteno -. Avevamo portato il meglio della musica leggera dell’epoca in omaggio al nostro grande concittadino. C’erano Finardi, Bennato, Formula 3 e tanti altri. Nonostante ciò gli eredi hanno deciso di farci la guerra. Noi abbiamo resistito. C’è stato un momento in cui ci chiedevano 250mila euro di danni, ma non ci siamo mai spostati. Ora questa vicenda si è conclusa nel modo in cui doveva finire. La manifestazione era perfettamente legittima. Ma c’è lo stesso una grande amarezza che non passerà mai. Abbiamo vissuto male questa vicenda e quando la salma di Battisti è stata trasferita è stato tutto ancora più triste. C’erano sempre tanti ammiratori che venivano al cimitero per lasciare i messaggi e ora quella cappella vuota...Molteno era il luogo che Battisti amava. Purtroppo è una storia bellissima finita male».