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19 mar 2022

Aereo caduto sul Legnone, la verità nella scatola nera

La Procura di Lecco ha chiesto aiuto all’Aeronautica per recuperare il relitto. A complicare le operazioni il punto d’impatto che si trova poco sotto la vetta

daniele de salvo
Cronaca

Lecco - La verità è custodita nella scatola nera. Per accertare le cause dell’incidente aereo, da cui mercoledì mattina è miracolosamente scampato il collaudatore di 53 anni Giampaolo Goattin e che invece è costata la vita al collega inglese 49enne Dave Hashley, bisogna recuperare la black box dell’M 346 che i due stavano pilotando e che si è schiantato contro il Legnone subito dopo che i due si sono eiettati.

Il dispositivo elettronico di registrazione di tutti i dati del velivolo, compresi altitudine, velocità, accelerazioni, posizioni, rotta, comunicazioni radio e anche immagini di quanto avvenuto in cabina, si trova però sul versante nord della montagna più alta della provincia di Lecco, in un canalone difficilmente raggiungibile. Per recuperare la scatola nera e anche tutti i rottami dell’apparecchio il procuratore capo della Procura della Repubblica di Lecco, Ezio Domenico Basso, ha chiesto aiuto agli specialisti dell’Aeronautica militare italiana, perché si tratta di un’operazione complessa.

Il procuratore intende affidarsi sempre agli uomini dell’Aeronautica militare per decifrare e interpretare i dati. "Il rottame del velivolo è stato posto sotto sequestro – spiega -. Date le condizioni dei luoghi, sono in fase di studio le modalità del recupero in sicurezza, anche al fine di metterlo a disposizione di un consulente che siamo in procinto di nominare. Sono stati persi contatti con personale qualificato dell’Aeronautica militare che ha manifestato piena collaborazione".

Intanto, dopo che il sostituto procuratore incaricato del caso Andera Figoni ha sentito il superstite subito dopo lo schianto, i carabinieri del comando provinciale di Lecco hanno invece raccolto anche la testimonianza di cinque escursionisti che hanno visto l’aereo precipitare. "L’aereo è sbucato all’improvviso sotto le nuvole e ha compiuto un paio di avvitamenti – hanno raccontato tutti -. Da un lato usciva una scia di fuoco da dietro la cabina". Le fiamme che riferiscono di aver notato potrebbero essere scaturite da uno dei due turbofan di aspirazione dell’aria di alimentazione del motore a reazione, magari in seguito all’aspirazione di un corpo estraneo, ma potrebbero essere state anche quelle innescate dalle detonazione delle cariche esplosive per sganciare il tettuccio e lanciare i piloti fuori dalla cabina.

 

 

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