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27 mar 2022

Dieci tonnellate di segreti militari: impossibile controllare l'aereo caduto sul Legnone

I resti dell’M-346 ancora a quota duemila metri. Per il recupero serve un grande elicottero dell’Aeronautica

daniele de salvo
Cronaca
I rottami dell'aereo sul Legnone
I rottami dell'aereo sul Legnone

Lecco - Sono ancora lì, sparsi sul versante nord del Legnone tra i 1.800 e i 2mila metri di quota, i rottami dell’M-346 precipitato mercoledì della passata settimana sulla montagna più alta della provincia di Lecco. Recuperarli non sarà facile e sarà di un’operazione ad alto rischio: il relitto del velivolo in pezzi si trova in un punto molto scosceso e difficilmente accessibile.

L’apparecchio complessivamente pesa oltre 10 tonnellate, soltanto il motore ha una massa di 5 quintali. Al momento non è stato disposto alcun servizio di vigilanza per impedire che qualcuno si avvicini a quel che resta dell’aereo e magari rubi qualche componente o segreto militare dei sistemi di avionica, proprio perché è praticamente impossibile raggiungere l’area via terra. Il tempo però stringe: la neve si sta sciogliendo, sono previsti temporali e la carcassa potrebbe scivolare e precipitare lungo il pendio, compresa la scatola nera con le registrazioni dei parametri di volo e delle comunicazioni radio dei piloti, elementi determinanti per accertare la dinamica e soprattutto le cause dell’incidente costato la vita all’ex istruttore 49enne della Raf Dave Ashley e il ferimento del top gun italiano di 53 anni Gianpaolo Goattin. Dalla Procura hanno affidato agli specialisti dell’Aeronautica militare italiana il recupero dei rottami.

"Date le condizioni dei luoghi sono in fase di studio le modalità relative al recupero in sicurezza", spiega il procuratore Ezio Domenico Basso. Verrà utilizzato un elicottero, verosimilmente l’HH-101A, nome in codice "Caesar", capace di operare giorno e notte in qualsiasi condizione, estremamente manovrabile, con un’ampia capacità di carico di peso e volume. Intanto nei giorni scorsi sono stati effettuati una ricognizione e i primi rilievi con un drone equipaggiato con telecamera ottica e termica ad alta definizione pilotato dagli operatori abilitati del Lions club di Colico. "È stato scelto di utilizzare il nostro drone per evitare rischi", spiegano dai Lions. Non è stata invece ancora fissata la data sull’autopsia del pilota morto: il magistrato che si sta occupando del caso deve valutare chi indagare e a chi quindi notificare la possibilità di nominare periti e consulenti di parte, poiché al momento il fascicolo d’inchiesta resta contro ignoti.

 

 

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