Valmadrera (Lecco), 4 aprile 2014 - «Posso portarti cinquecento voti». Così diceva Ernesto Palermo, che voleva accreditarsi come portatore di consensi agli occhi dell’allora segretario provinciale Udeur Lecco, Silvia Ghezzi. Lo stesso avrebbe fatto a Milano con Mariolina Moioli (che non è indagata), all’epoca assessore a Palzzo Marino, alla quale chiedave in cambio un posto nella sua segreteria particolare per «un amico e parente del boss». Non se ne fece nulla. Sono i primi mesi del 2010, il Comune di Lecco è commissariato dall’autunno precedente dopo la sfiducia al sindaco leghista Antonella Faggi, nel centrosinistra ci si dà un gran da fare per trovare voti e strappare la città all’egemonia del centrodestra e Palermo fa la sua parte per trovare un posto al sole.

Lo troverà candidandosi nel Pd (poi è passato al Gruppo Misto). Intanto a Milano gli uomini del Gico di Milano sono già da tempo con le orecchie tese - anzi, «attenzionano», come si usa dire nel gergo - perché è già partita l’indagine, quella che l’altro giorno ha portato all’arresto di dieci persone, scoperchiando un giro di fitte infiltrazioni mafiose all’interno della politica lecchese. Non a caso l’hanno battezzata «Metastasi» (appendice del blitz «Infinito») gli uomini coordinati dai pm Ilda Boccassini, Claudio Gittardi e Bruna Albertini proprio perché quel «cancro» ha messo a nudo legami impensabili tra la ’ndrangheta e pezzi di politica.

Da una parte uomini conosciutissimi, anzi «pezzi da novanta» come Mario Trovato, 65 anni, calabrese che secondo gli inquirenti sarebbe il «reggente della locale di Lecco» dopo i tre ergastoli all’indiscusso boss dei boss, il fratello Franco Coco Trovato, arrestato nel ’92 nell’operazione «Wall Street». Ma ci sono anche politici insospettabili, come Marco Rusconi il sindaco (Pd) di Valmadrera, il Comune dell’hinterland in cella a Opera con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta. «Si è detto estraneo ai fatti contestati - ha spiegato il difensore che lo è andato a trovare in carcere ieri mattina -. È sotto choc ma mi ha ribadito di non aver ricevuto nemmeno un euro e che è convinto di poter chiarire la sua posizione».

Tra le 566 pagine dell’ordinanza compare anche il sindaco di Lecco, Virginio Brivio, che non è nemmeno indagato. «Anche il sindaco di Lecco Virginio Brivio - si legge - nonostante la delicatezza della vicenda per la caratura dei personaggi coinvolti, dopo aver preso contatti con l’ufficio del Prefetto ed avere avuto ragguagli evidentemente in merito agli sviluppi delle verifiche non esita a chiedere spiegazioni a Ernesto Palermo». Sul punto Brivio ieri ha precisato: «Volevo evitare che Marco Rusconi avesse problemi con quell’appalto come quelli che ho vissuto io a Lecco (Brivio aveva ricevuto minacce dalla ’ndrangheta e ha vissuto sotto scorta per qualche tempo, ndr), così chiesi spiegazioni a Palermo che era del mio partito». Nella mattinata di domani la convalida dei fermi e gli interrogatori di garanzia dei dieci arrestati.

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