Nibionno, 2 dicembre 2013 - Gli inquirenti inglesi non hanno ancora concesso l’autorizzazione per il rimpatrio del feretro di Joele Leotta, il 19enne di Nibionno massacrato di botte la sera di domenica 20 ottobre a Maidstone nel Kent, dove era approdato solo da pochi giorni per imparare la lingua e guadagnarsi da vivere come cameriere.

Sembrava che la salma potesse essere rimpatriata a brevissimo , ma a interrompere il conto alla rovescia ci ha pensato il console generale italiano a Londra Massimo Mazzanti. «La polizia non ha ancora sciolto le riserve né indicato una possibile data - comunica il diplomatico -. Non appena disporremo di indicazioni precise informeremo il padre e la madre e ci occuperemo noi di tutte le pratiche per predisporre il rientro».

I funzionari della Farnesina tuttavia confidano che ciò possa avvenire prima di Natale per consentire i funerali entro il 25 dicembre. Il coroner incaricato di svolgere l’autopsia sul corpo martoriato ha ultimato gli accertamenti, decretando che il giovane è morto per le lesioni riportate durante il pestaggio, in particolare si sarebbero rivelati fatali i colpi alla testa che hanno provocato un grave trauma cranico.

L’anatomopatologo ritiene dunque che non sussisterebbe più la necessità di trattenere le spoglie del lecchese, ma i quattro balordi incriminati dell’omicidio avrebbero chiesto ulteriori esami, come è loro diritto secondo le leggi britanniche e ciò starebbe causando un allungamento dei tempi.
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