di Daniele De Salvo

Osnago, 24 novembre 2013 - Sono rimasti senza casa e senza soldi, migliaia e migliaia di euro versati in contanti da venti acquirenti come caparra per comperare altrettanti appartamenti in cui probabilmente non entreranno mai. Il titolare della Oikos, la società a cui fa capo il piano di lottizzazione della Corte del Mimich in centro a Osnago, ha infatti depositato i libri in tribunale e il fallimento pare ormai certo.

Il giudice incaricato avrebbe anzi già decretato la bancarotta ma, a causa di un errore burocratico di trascrizione, per l’atto formale occorrerà attendere il mese prossimo. L’immobiliarista giocherà la carta del tentativo di concordato per pagare i debiti e restituire i soldi ma i creditori, compresi i responsabili degli istituti finanziari che hanno concesso mutui e prestiti in testa, hanno già annunciato che le condizioni proposte non sono accettabili. L’immobile quindi verosimilmente finirà all’asta, a disposizione del miglior offerente.

La vicenda risale al 2006, quando dall’Amministrazione è stato dato il via libera al progetto di recupero e ampliamento di uno storico caseggiato. Sembrava tutto procedesse per il meglio, perchè le abitazioni sono andate subito a ruba ma nel 2008, cominciata l’opera, si è scoperto un abuso edilizio, con l’innalzamento di un piano dell’edificio rispetto a quanto previsto e concesso. I lavori sono stati fermati ed è stata elevata una multa di 400mila e rotti euro, pagati però dagli stessi clienti perchè l’impresario, non nuovo a vicende analoghe, non aveva i soldi. Ha promesso che il restante 50% della somma l’avrebbe versata lui quanto prima e di scomputare quanto anticipato dai conti finali. Così non è stato. Si è inoltre scoperto che i brooker assicurativi che avrebbero dovuto tutelare capitali e fideiussioni di fatto non esistono più.

Nella già complicata situazione inoltre è emersa pure una brutta storia di estorsione. Il risultato è che tutto è fermo, le unità abitative realizzate sono quasi pronte se non per l’impianto di riscaldamento e altri dettagli ma non possono comunque essere assegnate, mentre quelle che restano da innalzare non possono più essere costruite perchè nel frattempo sono scaduti i termini delle licenze.

«Da parte nostra abbiamo tentato quanto in nostro potere per tutelare i cittadini, chiudendo la pratica dell’abuso edilizio e degli oneri accessori previsti - spiega il sindaco Paolo Strina -. In questo modo chi eventualmente subentrerà non dovrà sobbarcarsi altri costi». Costi che invece dovranno sostenere gli acquirenti per avere finalmente una casa che hanno già pagato e con gli interessi pure.

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