Colico, 11 maggio 2013 - Era nell’aria da qualche giorno ma solo nella tarda serata di ieri è arrivata la conferma che la Superstrada 36 nel tratto tra il Trivio di Fuentes e Bellano sarà chiusa per gravi problemi strutturali nella galleria Monte Piazzo, chiusura che durerà almeno due mesi secondo voci non ufficiali.

In una nota Anas comunica che «si sono verificate alcune lesioni nel rivestimento esistente e irregolarità altimetriche sul piano viabile della canna di monte della galleria Monte Piazzo, nel tratto attualmente a doppio senso di circolazione. Ieri il previsto controllo tecnico ha fatto emergere alcune anomalie, immediatamente monitorate e, a seguito dell’incremento delle spinte gravanti sul rivestimento della galleria, l’Anas dalle ore 21 di ieri ha chiuso al transito la canna in direzione nord per il tempo necessario a effettuare le opportune verifiche».

La frase di circostanza «le opportune verifiche» in realtà serve a mascherare alcuni dati già emersi secondo cui la Superstrada 36 tra Colico e Bellano resterà chiusa per almeno due mesi perché il rischio di collasso delle centine posate da anni è elevato. Le conseguenze ricadranno sul territorio con economia turistica e aziende che subiranno danni ingenti nell’Alto Lario, in Valtellina e Valchiavenna, la Provinciale 72 non è in grado di reggere questi carichi di traffico basti pensare che i dati di rilevazione del 2011 avevano quantificato il passaggio di veicoli in ciascuna direzione tra i 12 e i 15mila mezzi ogni 24 ore. Sulla stagione turistica già funestata dalle condizioni meteo piomberà questo nuovo macigno che almeno fino a metà luglio farà scendere drasticamente il numero di visitatori. Lungo la Superstrada pannelli a messaggio variabile e cartelli sulla Provinciale daranno le indicazioni per la viabilità alternativa. Questa mattina in Prefettura a Lecco si terrà una riunione di emergenza ma difficilmente si potrà tirare fuori dal cilindro una soluzione dopo che per anni Anas non ha accolto le richieste provenienti dagli enti locali per preparare la viabilità a questa eventualità. L’emergenza avrà inevitabili ripercussioni sul turismo in centro e alto Lario e soprattutto in Valtellina e Valchiavenna.

di Stefano Cassinelli

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