Merate, 1 maggio 2013 - I «maghi del bancomat» sono sbarcati anche in Brianza. Nel giro di poche settimane hanno svuotato le casse degli uffici postali di Merate, Calco e Olgiate Molgora, più quelle di almeno una mezza dozzina di istituti di credito sempre di Merate e limitrofi. La tecnica utilizzata, assolutamente inedita, è molto semplice ma ingegnosa.

I ladri, con una carta di credito clonata, richiedono piccole somme di denaro presso gli sportelli di prelevamento continuo delle agenzie prese di mira, interrompendo tuttavia la procedura proprio mentre stanno per essere emessi i contanti. Nel contempo riescono ad inserire nei cassetti o nelle fessure da cui dovrebbro venire espulsi i soldi una specie di forchetta con la quale razziano sia i soldi «ordinati» ma rifiutati all’ultimo momento, che così non vengono contabilizzati, sia e soprattutto quelli «in pronta consegna», cioè quelli custoditi in un apposito comparto dei postamat per velocizzarne l’emissione senza bisogno che il sistema di erogazione ogni volta attinga direttamente dal forziere principale. L’operazione richiede nemmeno una decina di minuti.

«I risparmiatori non vengono derubati e nessuno quindi può lanciare subito l’allarme, anche gli importi sottratti non solo elevati, si aggirano intorno ai 500 euro a volta, sempre per scongiurare il rischio di suscitare sospetti - spiegano gli investigatori che si stanno occupando dei casi -. Si tratta di una modalità assolutamente nuova».

Solitamente infatti le forcine vengono adoperate per bloccare i soldi dei clienti successivi - i quali credono di essere semplicemente incappati in un apparecchio fuori uso - per poi passare all’incasso dopo diverse ore. I predoni entrato in azione sempre durante i fine settimana, il sabato o la domenica, in maniera tale che sino al lunedì mattina successivo non ci si accorga di nulla, quando ormai è troppo tardi per sperare di sorprenderli all’opera, ma anche per riuscire a sfruttare più volte le tessere duplicate e con circuiti bancari differenti. «Non è per nulla semplice risucire a individuare i colpevoli, perché sono furbi ed estremamente prudenti - proseguono i carabinieri -. Si comportano come normali correntisti che effettuano normali commissioni».