Pescate, 13 marzo 2013 - La sua Fiat Panda è posteggiata ancora lì, dall’altra parte della strada che stava attraversando proprio per raggiungere l’auto e tornare a casa. Ma Silvio Mazzoleni, 89 anni di Lecco, non è mai riuscito a guadagnare l’altro lato della Sp 72, perchè il conducente di una Mercedes 220, un 53enne di Bosisio Parini che procedeva in direzione del capoluogo, lo ha travolto e ucciso. Per i familiari della vittima si è trattato di un dramma nel dramma: suo figlio era infatti Luigi, il cacciatore 50enne di Maggianico freddato il 20 settembre 2009 nei boschi di Carbonera da un colpo di fucile esploso da un’altra doppietta. Il pensionato aveva intenzione di trascorrere il lunedì sera al bocciodromo del paese, di cui era habituè, per assistere a una partita.

«Evidentemente non si ricordava che noi il primo giorno della settimana siamo chiusi - raccontano i responsabili della bocciofila -. Deve aver notato che era tutto buio e quindi è tornato indietro. Veniva spesso qui, non per giocare data l’età, ma per trascorrere del tempo e seguire le varie competizioni». L’automobilista che lo ha investito lo ha scorto troppo tardi, quando ormai il corpo dell’anziano aveva impattato con il cofano e il parabrezza della berlina per poi venire catapultato in aria e infine riatterrare pesantemente sul lunotto posteriore dell’auto che non ha retto l’urto e si è frantumato. L’uomo si trovava lontano dalle strisce pedonali, su un rettifilo abbastanza buio.

«Il tratto urbano in realtà è illuminato, ma probabilmente la pioggia che cadeva e l’asfalto bagnato su cui si riflettevano le luci dei fari e dei lampioni pubblici hanno ridotto la visibilità - commenta il sindaco Dante De Capitani -. Una trentina di metri più in là avrebbe potuto utilizzare i passaggi zebrati è stata proprio una sciagura. Ma certamente quella strada merita più attenzione da parte di tutti per garantire l’incolumità dei pedoni dato che taglia in due il centro abitato».

«In Consiglio comunale abbiamo approvato all’unanimità una mozione per chiedere all’Amministrazione provinciale di installare dei semafori a chiamata per chi deve attraversare». L’impatto per l’89enne si è rivelato fatale, nonostante le cure immediate da parte dei sanitari del 118 e le operazioni di rianimazione, è spirato poco dopo il suo trasferimento al Pronto soccorso dell’ospedale Alessandro Manzoni.
 

di Daniele De Salvo

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