Alpini
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Milano, 23 settembre 2020 - ll Consiglio regionale lombardo ha approvato ieri all’unanimità la legge che prevede che il 2 aprile di ogni anno venga celebrata la “Giornata regionale della riconoscenza per la solidarietà e il sacrificio degli Alpini” (relatore Floriano Massardi, vice capogruppo della Lega). Quella del 2 aprile è una data simbolica dell’intervento degli alpini per la protezione civile: l’inaugurazione di un ospedale da campo a Bergamo, allestito in dieci giorni nel pieno della pandemia da Covid. Varata nel giorno di San Maurizio, guerriero cristiano e martire, la legge si propone di sostenere le molteplici attività di volontariato, di supporto, di aiuto umanitario che da sempre caratterizzano l’operato degli alpini, gli uomini in divisa e i volontari dell’Ana. Oltre a questo, promuovere la diffusione dei valori storici, sociali e culturali delle “penne nere” e le iniziative dirette al mondo della scuola e alle giovani generazioni, per esempio le iniziative educative e quelle di contrasto al bullismo. Ogni anno l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale lancerà un concorso per le scuole di ogni ordine e grado, mettendo a disposizione una borsa di studio e un viaggio d’istruzione nei luoghi legati alla storia degli alpini. 

«Non voglio essere banale quando dico che, a 72 anni, mi sono commosso nell’aula della Regione sentendo gli interventi di consiglieri, anche giovani, che condividevano la legge e la approvavano tutti insieme. Mi ha ricaricato le batterie". Sebastiano Favero è il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini dal 2013.
Presidente Favero, cosa significa per l’Ana questa legge?
"Il primo commento non può che essere di grande soddisfazione. Non tanto e non solo per il riconoscimento all’Ana, al volontariato, al sacrificio alpino, ma soprattutto perché la legge riconosce i valori dell’Associazione e la possibilità di tramandarli alle nuove generazioni, attraverso la scuola, attraverso i campi-scuola nei periodi estivi e non. Sono i valori che ci sono propri. Significa anche formare giovani che un domani saranno pronti per la protezione civile, per il volontariato. Pronti a operare, dal badile agli strumenti più sofisticati".
Qual è oggi la consistenza dell’Ana?
"La Lombardia è una realtà con oltre centomila fra soci alpini e “amici” dell’Alpino. In tutta Italia superiamo i 340 mila soci".
Per l’Ana cosa può rappresentare la nuova legge regionale?
"Mi auguro che questa legge possa essere un viatico per arrivare, in futuro, a un servizio obbligatorio per tutti i giovani, Questo non significa solo servizio militare. Significa la possibilità per un giovane si svolgere un servizio civile. Comunque obbligatorio".
Siete per il ritorno alla leva obbligatoria?
"É chiaro che per noi sarebbe il non plus ultra. Il ritorno all’articolo 52 della Costituzione, che prevede come dovere del cittadino la difesa della Patria, sarebbe il massimo. Poi, la difesa della Patria può essere fatta in tanti modi, non solo vestendo la divisa. Noi, ovviamente, come associazione d’arma, siamo per un servizio di tipo militare".
L’abolizione della leva obbligatoria ha influito in questi anni sulle iscrizioni all’Ana?
"Direi di sì. Abbiamo meno soci, anche se per il momento i numeri rimangono molto alti. In prospettiva va cercata una soluzione per il nostro futuro e non può che essere una soluzione che coinvolga i giovani. Abbiamo già presentato una nostra proposta che prevede per i giovani un periodo di formazione di sei mesi. Si tratterebbe di creare come un bacino di riserva, un corpo ausiliario alpino".
A che punto è questa proposta?
"C’è un protocollo d’intesa firmato da me e dal capo di stato maggiore della Difesa circa due anni fa".
La storia dell’Associazione Nazionale Alpini inizia a scorrere da Milano. Il posto è la birreria Spaten Brau, al numero 4 di via Foscolo. E’ lì che il tenente colonnello in congedo Daniele Crespi lancia l’idea di costituire un sodalizio stabile di alpini. Il 19 giugno 1919 la prima riunione. Venti giorni dopo tutto è pronto. L’8 luglio un’assemblea di una sessantina di reduci approva la costituzione di una Associazione Nazionale di Alpini. Daniele Crespi è il primo presidente.