Milano, 19 settembre 2020 - 

LETTERA

Caro direttore, vedo che Milano e Bergamo si sono candidate al “G20 della sanità”. Mi chiedo quale significato può avere questa scelta e quali conseguenze pratiche. Dietro l’angolo ci sarebbe la possibile candidatura per l’Agenzia europea per la gestione delle crisi sanitarie: bello, sempre che la Lombardia la spunti. Aldo, Milano

RISPOSTA

È un’iniziativa che ha una paternità politica precisa (il Pd e i suoi sindaci di Milano e Bergamo, Beppe Sala e Giorgio Gori), ma che potrebbe trovare sponde anche in altre aree. Va nella direzione di valorizzare il territorio lombardo con riferimento alla gestione di emergenze come quella della pandemia, che ha profondamente segnato la vita della regione in questo anno così difficile. Si auspica che i tempi possano essere brevi e che la burocrazia non freni gli entusiasmi che un traguardo del genere potrebbe suscitare. L’iniziativa è lodevole, ma i buoni propositi non bastano. Serve un impegno concreto per vincere la partita. Prima di quella dell’Agenzia europea per la gestione delle crisi occorre disputare - e concludere con successo - quella già iniziata per portare a Milano il Tribunale europeo dei brevetti. Un obiettivo su cui il governo Conte sembrava aver messo la faccia, ma che ancora è lontano e non si sa più quanto sostenuto dall’esecutivo. Milano, tanto più dopo la tragedia della pandemia, merita la migliore fiducia delle istituzioni europee per risalire la china.