Pechino - Il razzo cinese Lunga Marcia 5B è fuori controllo e rischia di schiantarsi sulla Terra. Era stato lanciato il 29 aprile scorso con l'obiettivo di portare in orbita il nucleo della stazione spaziale cinese. E' una storia che si ripete, visto che nel 2020 il componente analogo dello stesso modello del più grande razzo cinese è andato in pezzi nell'impatto con l'atmosfera e i frammenti sono caduti su alcuni villaggi dell'Africa occidentale. Nel 2018 era stata la vecchia stazione spaziale cinese a piroettare verso la Terra tenendo tutti col fiato sospeso.

Razzo fuori controllo 

La notizia della caduta fuori controllo dello stadio del razzo è stata confermata all'Ansa da Luciano Anselmo, dell'Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isti-Cnr) di Pisa. Il fatto è, rileva Anselmo, che "dopo il lancio lo stadio del razzo è stato abbandonato nell'orbita e non dà più segni di vita". Si comporta cioè come un "veicolo passivo" e l'unica influenza che subisce è "il freno dell'atmosfera, che lo sta facendo ricadere vero la Terra". Ad avvalorare i sospetti della caduta incontrollata c'è l'orbita, "analoga sia a quella percorsa nel 2020 dal suo predecessore e nel 2018 dal prototipo della vecchia stazione spaziale cinese".

L'obiettivo del lancio

Pechino ha lanciato un veicolo spaziale senza pilota per riportare indietro le rocce lunari. Il razzo cinese che trasportava il veicolo è decollato dal Centro spaziale di Wenchang  nell'isola meridionale della provincia di Hainan. Pechino sta riversando miliardi nel suo programma spaziale gestito dai militari, con la speranza di avere una stazione spaziale con equipaggio entro il 2022 e l'obiettivo di inviare esseri umani sulla Luna. L'idea è spalare rocce lunari e suolo per aiutare gli scienziati a conoscere le origini, la formazione e l'attività vulcanica della Luna sulla sua superficie. 

La missione originale, prevista per il 2017, è stata ritardata a causa di un guasto al motore del razzo. In caso di successo, la Cina sarà solo il terzo paese ad aver recuperato campioni dalla Luna, dopo gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica negli anni '60 e '70. La sonda cinese raccoglierà due chilogrammi di materiale di superficie in un'area precedentemente inesplorata conosciuta come Oceanus Procellarum - o "Oceano delle Tempeste" - che consiste in una vasta pianura lavica, secondo la rivista scientifica Nature. La sonda dovrebbe allunare alla fine di novembre e raccogliere materiale durante un giorno lunare, equivalente a circa 14 giorni terrestri.
I campioni verranno quindi riportati sulla Terra in una capsula programmata per atterrare nella regione della Mongolia interna della Cina settentrionale all'inizio di dicembre. 

Italia a rischio

"Attualmente - osserva ancora Anselmo - la caduta potrebbe avvenire nella fascia compresa fra 41,5 gradi a Nord e 41,5 gradi a Sud, e che comprende anche l'Italia centrale e meridionale». E' ancora  presto però per trarre qualsiasi conclusione in quanto l'orbita potrebbe subire delle variazioni. «Il rientro - osserva l'esperto - è probabile a metà della prossima settimana, con un'incertezza di alcuni giorni".

Altra minaccia

Nel frattempo ci si prepara anche ad altre minacce che arrivano dal cielo, come hanno fatto gli esperti di Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa) nell'affrontare il finto asteroide 2021PDC, distante 57 milioni di chilometri e con il 5% di probabilità di colpire la Terra intorno al 20 ottobre 2021. Nella simulazione, organizzata nell'ambito della Conferenza sulla difesa planetaria dell'Accademia internazionale di Aeronautica, tutti i partecipanti hanno cominciato a ricevere continui aggiornamenti sull'asteroide, la sua posizione, le sue dimensioni, la probabile area d'impatto sulla Terra. "Ogni volta che partecipiamo a un esercizio simile - ha detto Lindley Johnson, della difesa planetaria della Nasa - impariamo di più sui principali attori nell'eventualità di un impatto disastroso, capiamo chi ha bisogno di sapere che cosa e quando".