Boaz Rosenberg con i figli
Boaz Rosenberg con i figli

Milano, 20 gennaio 2021 – Innamorato dell'America. Nonostante tutto. Boaz Rosenberg, 49 anni fra due giorni, di Philadelphia, è in Italia dal 1997. Ha una compagna e due figli - “italoamericani”, ci tiene a dire – di 17 e 15 anni. Abita a Milano. È amministratore delegato di un'agenzia di comunicazione. Ha sempre votato democratico, ma il partito in questi ultimi anni l'ha un po' deluso.

Cos'ha pensato quando ha visto le immagini dell'assalto di Capitol Hill?
“E' stato tutto surreale. Non pensavo che avrei mai visto in vita mia scene del genere. Ancora più scioccante, per me, è stata la reazione della popolazione. Le posizioni dei sostenitori democratici e repubblicani in questi anni si sono radicalizzate. Di fronte alle violenze dei supporter di Trump c'erano sostenitori del Grand old party che li festeggiavano quasi come dei liberatori, mentre gli elettori democratici parlavano di loro come dei terroristi, anche se americani. In precedenza mi avevano sbigottito le dichiarazioni incendiarie di Trump. Mi sono parse un'istigazione alla rivolta. Inaccettabili in un paese come l'America che resta il simbolo della democrazia”.

Cosa si attende dalla presidenza Biden?
“Dovrà guarire le ferite che si sono aperte durante i quattro anni di Trump. Io, però, sono un po' preoccupato. Sono contento che abbia vinto, ma non ho un'enorme fiducia in lui. Un po' per l'età avanzata, senza voler fare discorsi discriminatori, sia perché è sempre rimasto in seconda fila. Difetta anche di carisma. Non sono convinto che potrà rimettere l'America sulla strada giusta. Sono curioso di vedere come si comporterà la sua vice Kamala Harris, credo avrà un ruolo molto importante”.

Come si comporterà Biden nei confronti dell'Europa e della Cina?
“Non credo che i rapporti fra Usa ed Europa siano troppo cambiati con la presidenza Trump. Forse Biden ascolterà un po' di più la voce dei governi europei, ma mi aspetto una certa continuità con l'amministrazione precedente. Devo dire, invece, che Trump a mio parere nei confronti della Cina ha avuto una posizione sensata. È stato risoluto e deciso. Temo che Biden possa avere un atteggiamento troppo morbido. Con la Cina invece ci vuole rigore, soprattutto sul fronte economico.  Come ha fatto Trump”.

Qual è stato l'effetto principale della presidenza Trump sugli Usa?
“Trump ha ferito l'orgoglio americano. Non ho mai visto un presidente così criticato dagli americani all'estero. Ci ha creato imbarazzo, anche perché in certi casi ha fatto uscire il lato peggiore degli americani, fra pulsioni razziste e xenofobia. Nei confronti dei musulmani e dei messicani, per esempio. Trump ha legittimato le persone a sentirsi liberi di esprimere certe cose che prima mai si sarebbero sognati di dire. L'americano con Trump è diventato più volgare. Meno umano”.

Cosa consiglierebbe in questo momento a suo figlio se manifestasse il desiderio di tornare negli Usa?
“L'America resta un paese meraviglioso che offre molte opportunità. È un Paese in cui è bello frequentare l'università, andare a lavorare e capire come va il mondo. Io resto orgoglioso di essere americano. Gli Usa, come ogni paese, ha i suoi difetti che in questi ultimi quattro anni sono diventati più evidenti, ma se io non avessi studiato in America non sarei mai diventato quello che sono”.