La Lombardia taglia in queste ore il traguardo delle 4 milioni di dosi di vaccino anti-Covid somministrate dall’inizio della campagna vaccinale. Complessivamente sono oltre 3,9 milioni le dosi fin qui somministrate, pari a 38.825 iniezioni ogni 100mila abitanti (la media nazionale è di 37.516). E in alcuni giorni sono state sfiorate le 150.000 dosi in 24 ore. Non solo: Letizia Moratti, assessore regionale al Welfare, sull’onda dell’urgenza della vaccinazione si è detta interessata a recuperare per i lombardi altre dosi di vaccino Astrazeneca eventualmente rifiutate da altri. Con questo ritmo è lecito sperare che entro il mese di giugno la stragrande maggioranza dei lombardi sarà stata vaccinata almeno con una dose.

Chi ha un’età compresa tra i 50 e i 59 anni potrà prenotare il vaccino già da domani. Il progresso della campagna vaccinale, sommato alla costante discesa di contagi, ricoveri e decessi, alimenta le speranze di un’accelerazione nella ripartenza. Scontata la necessità di non abbassare la guardia e di continuare a rispettare con serietà le misure anti-Covid, evitando assembramenti e leggerezze di ogni tipo. Non si ha ancora la certezza che con la vaccinazione di massa il virus possa considerarsi completamente sconfitto, anche a causa dell’incertezza sulle varianti che ciclicamente riaccendono l’allarme. Però un po’ di coraggio nelle scelte che riguardano l’economia è comunque auspicabile. La questione al centro del dibattito politico rimane il coprifuoco, che molti chiedono di posticipare di una o due ore o di cancellare del tutto. L’apertura prolungata di bar e ristoranti consentirebbe a titolare e gestori di organizzare il doppio turno e di accogliere il maggior numero di clienti. Contestualmente andrebbe valutata anche la possibilità di consentire l’apertura anche dei locali al chiuso che non hanno spazi all’aperto e devono limitarsi al momento al solo asporto. Secondo una stima dell’Ufficio Studi di Confcommercio di Milano, Lodi, Monza e Brianza con il coprifuoco alle 23 e la riapertura delle attività al chiuso la crescita dei ricavi su base mensile salirebbe a circa 109 milioni di euro e con il coprifuoco alle 24 l’incremento raggiungerebbe i 184 milioni. In attesa di una nuova valutazione anche i centri commerciali. Federdistribuzione, che ne chiede la riapertura nei fine settimana, archivia marzo come "un ulteriore mese di difficoltà". Con volumi di vendita dei prodotti non alimentari ancora inferiori del 9,3 per cento rispetto a quelli del marzo 2019, cioè prima della pandemia. Se il quadro complessivo è migliorato, è opportuno che questi appelli vengano finalmente ascoltati.