Milano, 29 novembe 2020 - Dice bene Ursula von der Leyen quando cita la celebre canzone del 1939: Milan l’è on gran Milan. Una città fatta di operosità, ingegno e solidarietà. Tre ingredienti fondamentali per consentire al capoluogo lombardo e all’intera Italia di ripartire in fretta dopo la pandemia. Intervenendo all’apertura dell’anno accademico dell’Università Bocconi, la presidente della Commissione europea riporta in primo piano la questione cruciale del Recovery Fund. Cioè l’unica cura possibile per la «Milano, così bella e così ferita» e per un Paese cui «spetta proporre come investire queste nuove risorse». In particolare, per non perdere il treno dell’European Green Deal, che da solo vale il 37 per cento degli aiuti europei.

Mentre in Europa, e in particolare in Germania e in Francia, i programmi di utilizzo di quelle risorse sono già stati in larga parte definiti, in Italia siamo ancora in alto mare. E questo a causa dei veti incrociati fra le forze di maggioranza e delle difficoltà del governo di affrontare la questione ristori. Il premier Giuseppe Conte continua a rassicurare gli alleati europei sul fatto che entro qualche settimana l’Italia produrrà un dettagliato piano per un utilizzo efficace e fruttuoso di quelle somme. La cabina di regia chiamata a gestirle dovrà innanzitutto ripartirle fra i diversi settori di intervento e tenere conto della gradualità con cui gli aiuti arriveranno.

A quanto è dato sapere, la prima tranche non sarà utilizzabile prima della prossima estate. E questo alimenta fondati timori per la tenuta del sistema socioeconomico. Le parziali riaperture previste a partire dal 3 dicembre in tutt’Italia potrebbero rivelarsi solo dei palliativi per negozi, centri commerciali e settore della ristorazione (questo di nuovo sceso in piazza a Milano per far sentire la sua voce) che temono di non riuscire a salvare le loro attività. D’altronde si profila un sostanziale stop per il turismo e la circolazione delle persone sul territorio nazionale se non per documentate ragioni di lavoro o familiari e questo toglierà ulteriore ossigeno a quelle categorie che invece speravano di poter risalire la china proprio durante le festività natalizie dopo aver azzerato gli incassi di ottobre e novembre.

Non a caso domani, al vertice Stato-Regioni sui contenuti del Dpcm in preparazione, la Lombardia chiederà all’esecutivo una visione certa e di lungo periodo sulla stagione sciistica al momento inibita, con garanzie precise per gli operatori del settore in vista di una riapertura posticipata delle piste e degli impianti. Oggi è prevista, nelle regioni come la Lombardia passate dal rosso all’arancione, la riapertura dei negozi. Gli esercenti sperano che il “black friday” non tolga ulteriore fatturato ai piccoli e medi esercizi. Già ora un negozio su tre rischia di chiudere a fine anno.