Milano, 29 marzo 2020 - Emergenza dopo emergenza. Mentre la crescita del contagio rallenta, l’esplosione delle tensioni sociali comincia ad essere una minaccia. Alcuni episodi avvenuti nelle ultime 48 ore hanno fatto suonare un campanello d’allarme. Soprattutto in alcune arre del Sud. Pare che numerose famiglie abbiano esaurito la liquidità e non possano più fare la spesa. Il Viminale ha predisposto la presenza di forze dell’ordine fuori dai supermercati per scongiurare il rischio di assalti da parte di gente disperata.

Potrebbe essere solo l’inizio di una drammatica escalation innescata dal crescente bisogno di cibo e beni essenziali. Ampie fette di popolazione potrebbero presto essere in lotta per la sopravvivenza se il blocco delle attività dovesse proseguire ancora per molto e se dal governo non dovessero attivare risposte incisive e immediate. La burocrazia ha per ora rallentato il processo di erogazione dei primi aiuti decisi dall’esecutivo nell’ambito della manovra da 25 miliardi annunciata gia settimane fa dal premier Giuseppe Conte. Pensionati, ma anche lavoratori autonomi che in questa fase non stanno guadagnando un solo euro si ritrovano le tasche vuote e non sanno quando potranno percepire le somme essenziali per acquistare i beni di prima necessita. 

Al danno si aggiunge la beffa. Pare che anche tra gli alleati di governo ci sia maretta, in particolare tra il Movimento 5 Stelle che ha proposto ieri l’estensione del reddito di cittadinanza ad altre categorie di persone in questo momento in miseria e il Pd, che vorrebbe varare misure più orientate alla crescita e meno al puro assistenzialismo. E altra incertezza si genera dal braccio di ferro con l’Europa. L’Italia non sa ancora su quante risorse potrà fare conto. E anche le aree più produttive e maggiormente colpite dal virus, come la Lombardia, continuano a rimanere alla finestra nell’attesa di capire come e quando potranno ripartire.