Green è meglio. Anche a costo di pagare una bolletta un po’ più salata. Pur preoccupati da bilanci familiari messi a rischio dall’emergenza Covid, gli italiani si scoprono molto attenti e rispettosi dell’ambiente quando si tratta di consumi energetici casalinghi. Uno su tre sarebbe infatti disposto a un sacrificio economico pur di sapere che l’energia che consuma deriva da fonti completamente rinnovabili. Quattro su 10 sono convinti che prestare attenzione ai consumi domestici di acqua, luce e gas sia uno dei modi migliori per preservare l’ambiente, preceduto solo dal fare la raccolta differenziata. Otto su 10 dichiarano di spegnere le luci se non sono in una stanza; si chiude il...

Green è meglio. Anche a costo di pagare una bolletta un po’ più salata. Pur preoccupati da bilanci familiari messi a rischio dall’emergenza Covid, gli italiani si scoprono molto attenti e rispettosi dell’ambiente quando si tratta di consumi energetici casalinghi. Uno su tre sarebbe infatti disposto a un sacrificio economico pur di sapere che l’energia che consuma deriva da fonti completamente rinnovabili. Quattro su 10 sono convinti che prestare attenzione ai consumi domestici di acqua, luce e gas sia uno dei modi migliori per preservare l’ambiente, preceduto solo dal fare la raccolta differenziata. Otto su 10 dichiarano di spegnere le luci se non sono in una stanza; si chiude il rubinetto mentre ci si lavano i denti o ci si insapona in 7 case su 10; oltre la metà ha assunto abitudini virtuose come utilizzare la lavatrice e la lavastoviglie solo a pieno carico, chiudere le finestre se il riscaldamento o il condizionatore sono accesi, usare la luce solare invece di quella elettrica quando possibile.

A mettere in luce le attitudini degli italiani sull’energia è la ricerca ‘Il futuro green è nelle nostre mani’ di italiani.coop, che per la prima volta indaga sui consumi domestici in collaborazione con Alleanza luce & gas e Nova Aeg. Secondo lo studio, l’attitudine anti-spreco si conferma anche nell’uso delle apparecchiature: nella maggior parte dei casi l’elettrodomestico si cambia solo quando ormai non ce la fa più, e lo si fa tenendo bene in considerazione le classi energetiche di consumo del nuovo acquisto. Quasi nove italiani su 10 hanno sentito parlare del superbonus del 110% varato dal governo, ma solo la metà pensa di usufruirne. In effetti le migliorie alla casa hanno un ruolo sempre più centrale anche nelle spese familiari: la smart home è ancora un desiderio, più che una realtà, ma il 34% degli italiani conta di spendere di più in energia elettrica e nella cura della casa, contro appena il 13% che lo farà per affitti e mutui.

Interrogati su qual è l’elettrodomestico di cui non potrebbero proprio fare a meno, i consumatori scelgono la lavatrice, mettono al secondo posto il frigorifero e solo in terza posizione la tv, che è però l’apparecchio che la maggior parte (il 36%) conta di cambiare nel 2021. Sarà invece un effetto della pandemia, e del conseguente sovrappeso, che solo il 2% non rinuncerebbe alla bilancia (al pari di lettori dvd che nessuno usa più e la macchina per cucire). Solo il 6% degli intervistati afferma di possedere un’auto elettrica; il 25% pensa di acquistarla ma la maggioranza relativa, il 42%, pur desiderandola, non può permettersela.

Il risparmio resta la priorità degli italiani nella fornitura di energia. In vista della liberalizzazione del mercato energetico, i consumatori guardano con timidezza all’apertura attesa per il primo gennaio 2023: sono piuttosto abitudinari nelle loro utenze e soddisfatti dei loro gestori di luce e gas, oltre che infastiditi dal pressing telefonico degli operatori più invadenti. Più di uno su due (53%) afferma di avere lo stesso gestore da più di cinque anni; chi ha già cambiato lo ha fatto, nella maggioranza dei casi, nel tentativo di risparmiare e, anche nel passaggio tra mercato tutelato e mercato libero, la maggioranza crede che probabilmente preferirebbe rimanere con l’attuale gestore. Il driver di scelta principale resta il portafoglio – i gestori sono scelti per l’offerta ritenuta più vantaggiosa – seguito però dalla trasparenza di informazioni e condizioni contrattuali.

Andrea Ropa