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9 dic 2021

Sciopero generale 16 dicembre. Il Garante: "Viola le regole". I sindacati lo confermano

Non verrebbero rispettati i tempi e le garanzie per i servizi essenziali. Ma Cgil e Uil non arretrano

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Sciopero

Roma, 9 dicembre 2021 - Il Garante "cancella" lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil (senza la Cisl) per il 16 dicembre (per protestare contro la Manovra) perché non rispetterebbe il "preavviso necessario" per i servizi pubblici essenziali. Ma i sindacati non ci stanno e conferma le proteste.

Il garante

Nel pomeriggio la commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero ha inviato i sindacati a riformulare la proclamazione dello sciopero generale per il 16 dicembre, perchè "non rispetta il periodo di franchigia".

I motivi

Il presidente Giuseppe Santoro-Passarelli ha chiesto alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil di rivedere la proclamazione perchè vi sono violazioni per alcuni comparti come servizi di igiene ambientale e servizi alla collettività e poste. Il garante ravvisa "il mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva" secondo cui è necessario che con riferimento ai singoli servizi pubblici essenziali intercorra un intervallo di almeno dieci giorni per evitare di incidere sulla continuità del servizi. La commissione di Garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali ferma lo sciopero generale del 16 dicembre proclamato da Cgil e Uil. Non c'è, secondo l'Autorità, l'intervallo minimo tra uno stop e l'altro, considerando gli scioperi già programmati in altri singoli settori e a livello territoriale, compresi il trasporto e la scuola, e non rispetta il cosiddetto periodo di franchigia previsto per i servizi postali (il 16 scade tra l'altro il pagamento dell'Imu) e per quelli di igiene ambientale. Il Garante pertanto chiede alle due sigle sindacali di riprogrammarlo rispettando le regole entro cinque giorni.

Ma i sindacati non arretrano

Ma i sindacati non ci stanno. Cgil e Uil confermano lo sciopero generale proclamato per il 16 dicembre. I sindacati "prendono atto della delibera del  Garante sugli scioperi emanata in data odierna, relativa a scioperi di settore o territoriali precedentemente proclamati, e procederanno garantendo che lo sciopero del 16 sarà effettuato nel pieno rispetto delle norme che regolamentano il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali", sottolineano in una nota. Nel frattempo lo sciopero previsto il 13 dicembre dei servizi ambientali viene revocato sul filo del rasoio dalle categorie grazie all'accordo sul rinnovo contrattuale raggiunto con le associazioni datoriali.

Domani si ferma la scuola

Dallo sciopero generale, da cui era già esonerato il settore della sanità - considerato quanto mai essenziale in questo periodo di emergenza pandemica - resta fuori anche la scuola, che domani già incrocia le braccia https://www.ilgiorno.it/politica/sciopero-scuola-10-dicembre-1.7131145per lo sciopero precedentemente deciso dalle sigle di categoria Flc-Cgil e Uil Scuola insieme a Snals e Gilda senza la Cisl. Una protesta che già non vedeva il fronte sindacale unito. Continuare a chiedere risposte e ottenere risultati per i lavoratori e i pensionati, cambiando una manovra che è giudicata insoddisfacente, è la ragione con cui Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri portano avanti la decisione dello sciopero generale.

Le mosse di Draghi

E se nel frattempo dovesse arrivare una convocazione da parte del premier Mario Draghi confermano di essere pronti a dialogare. Un confronto che in queste ore non sembra essere in agenda, mentre restano in attesa dell'avvio del tavolo sulle pensioni, su cui c'è l'impegno ad aprire il cantiere per la riforma della legge Fornero. Ma sul tavolo delle richieste c'è anche la questione fiscale: a Cgil e Uil non piace l'accordo politico di maggioranza che si basa sulla rimodulazione delle aliquote Irpef. Tutti gli 8 miliardi - è la posizione da cui non arretrano - devono andare al taglio delle tasse di lavoratori e pensionati, partendo dai redditi più bassi e aumentando detrazioni e decontribuzione, che va resa strutturale. In ogni caso, quello del 16 «non è uno sciopero politico o contro qualcuno», né tantomeno deciso «a cuor leggero», sottolinea Landini, respingendo le accuse di una motivazione o una aspirazione diversa. Decisione che ha sorpreso anche il governo, oltre a spaccare il fronte sindacale.

La Cisl

La Cisl si mobiliterà due giorni dopo, sabato 18 dicembre «Per lo sviluppo, il lavoro, la coesione: la responsabilità scende in piazza»: una scelta, anche nelle parole, per rimarcare il dissenso da uno sciopero generale considerato sbagliato. Giovedì prossimo lo stop di otto ore di Cgil e Uil sarà accompagnato dalla manifestazione nazionale a Roma, in piazza del Popolo con Landini e Bombardieri, e in contemporanea da altre quattro manifestazioni in altrettante città, sotto lo slagan «Insieme per la giustizia»: a Milano, Bari, Palermo e Cagliari (per le Isole). Al timore di qualcuno sulla partecipazione, i sindacati rispondono che puntano a riempire le piazze e a registrare una significativa adesione. 

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