Reddito di cittadinanza: la situazione
Reddito di cittadinanza: la situazione

Nella legge di bilancio da poco approdata in Senato e destinata ad animare il dibattito politico dei prossimi giorni sono inclusi i fondi e le modifiche per prorogare all'anno prossimo l'istituto del reddito di cittadinanza, la bandiera sventolata dal Movimento 5 Stelle e osteggiata dalla Lega. Superate le resistenze che ne minavano la soprravvivenza, lo strumento di welfare criticato non tanto per la sua natura quanto per l'uso "disinvolto" e i controlli blandi verrà calibrato con un giro di vite tale da disincentivare la rinuncia alla ricerca del lavoro e condotte fraudolente. Nei capitoli successivi vedremo le possibili ipotesi sul tavolo. Intanto, partiamo dai numeri, quelli registrati nel mese di ottobre, dati utili a capire la reale dimensione .

Il bacino di utenza

A ottobre sono stati quasi 1,36 milioni le famiglie italiane che hanno percepito il Reddito o la Pensione di Cittadinanza, con tre milioni di persone coinvolte e un importo medio erogato a livello nazionale di 544 euro (575 euro per il RdC e 275 per la PdC). E' quanto emerge dall'aggiornamento a ottobre dell'Osservatorio Inps che stima nei primi dieci mesi del 2021 una media di quasi 1,55 milioni nuclei percettori di Reddito mentre per la Pensione di Cittadinanza sono stati più di 163mila, per un totale di oltre 1,71 milioni di nuclei e quasi 3,85 milioni di persone coinvolte, con un importo medio di circa 547 euro.del sussidio statale per chi è senza lavoro.

L'importo

L'importo medio di 544 euro varia sensibilmente con il numero dei componenti il nucleo familiare, e va da un minimo di 445 euro per i monocomponenti a un massimo di 698 euro per le famiglie con quattro componenti.

Dove

La platea dei percettori è composta da 2,57 milioni di cittadini italiani, 313mila cittadini extra comunitari con permesso di soggiorno UE e circa 118mila cittadini europei. La distribuzione per aree geografiche vede 583mila beneficiari al Nord, 424mila al Centro e 2 milioni nell'area Sud e Isole. Nei primi dieci mesi del 2021, le revoche raggiungono il numero di quasi 96mila nuclei e le decadenze sono oltre 262mila.

I nuovi fondi

Nella legge di bilancio aumenterà il plafond per finanziare lo strumento a sostegno della famiglie in povertà con circa 9 miliardi di euro all'anno fino al 2029, tuttavia l'importo complessivo individuale non potrà superare 9.360 euro annui (780 euro al mese) e comunque per un massimo di 18 mesi, trascorsi i quali deve essere rinnovato o meno.

I controlli incrociati

Senza dubbio le maglie saranno più strette a partire dalla presentazione delle domande per scongiurare comportamenti fraudolenti e poco virtuosi. I comuni, primi destinatari della domanda, dovranno eseguire verifiche e controlli sostanziali, anche a campione, per verificare l'esatta corrispondenza tra requisiti richiesti ed effettive condizioni famigliari e indicazioni anagrafiche presentate. Una corrispondenza che dovrà essere vagliata nel tempo. Dal canto suo Inps dovrà fare altrettanto, accertando "tempestivamente" - come scritta nel documento uscito dal consiglio dei ministri - che i dati anagrafici presentati corrispandano a quelli contenuti nei propri archivi elettronici. In caso contrario, l'ente è chiamato a informare  a stretto giro i Comuni, con una sospensione del trattamento per una massimo di 120 giorni. Un lasso di tempo necessario per procedere a nuovi controlli.

La revoca del beneficio

Tempi molto più stretti per la revoca del beneficio che diventa immediata se il destinatario o un componente del nucleo famigliare avviano un'impresa. In questo caso sussiste l'obbligo di avvisare Inps fino a un giorno prima dell'avvio dell'impresa e non più fino a 30 giorni dopo. Il diritto al sussidio decade subito anche se la domanda non presenta la dichiarazione di disponibiltà al lavoro ma anche se non vengono rispettati gli impegni indicati nel progetto di reinseramento lavorativo (occupabili) o sociale (non occupabili) e contofirmati nei Patti per il lavoro o per l'inclusione sociale. In altre parole la ricerca attiva del lavoro non dovrà mai essere sospesa così come la frequentazione di corsi presso i centri per l'impiego. Le assenze dovranno essere giustificate.

I rifiuti

Gli occupabili potranno rifiutare due offerte congrue, oltre questa soglia perderanno il diritto al beneficio. Attualmente il limite è 3. Si riduce parallelamente la distanza massima casa-lavoro per definire congrua la prima offerta occupazionale: dai 100 km attuali a 80 km. Immutato invece il limite di tempo per raggiungere il lavoro con i mezzi pubblici: fino a 100 minuti l'offerta è ritenuta congrua. Nessun limite geografico o temporale per la seconda offerta, congrua purché arrivi dal territorio nazionale.

Decalage

Dal primo gennaio 2022 chi rifiuta la prima offerta di lavoro congrua vedrà ridotto di 5 euro l'importo mensile del reddito di cittadinanza, dal mese successivo al diniego. Il taglio non scatta nel caso in cui nel nucleo famigliare ci siano minori sotto i tre anni, disabili gravi o qualore l'importo mensile sia già ai livelli minimi.

Per i datori di lavoro

Il datore di lavoro che assume percettori del reddito di cittadinanza godrà di un più ampio ventaglio di incentivi fiscali e previdenziali. Incentivi anche per l'agenzie di mediazione o interinali che favoriranno l'assunzione di un percettore di Rdc.