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18 lug 2022

Raccolta di pomodori al via: per la salsa si gioca d’anticipo

Nella Bassa, capitale nazionale dell’oro rosso, si salva la stagione. Export in salita nel 2022

18 lug 2022
daniele rescaglio
Economia
Mezzi agricoli in azione nei campi intorno a Casalmaggiore
Mezzi agricoli in azione nei campi intorno a Casalmaggiore
Mezzi agricoli in azione nei campi intorno a Casalmaggiore
Mezzi agricoli in azione nei campi intorno a Casalmaggiore

Cremona - ​Nella terra del pomodoro, tra Cremonese e Mantovano, nessuno è disposto a lasciare la stagione al destino. Siccità o non siccità, la raccolta del prezioso ortaggio, protagonista indiscusso di tanti prodotti made in Italy, è partita con una settimana di anticipo rispetto al 2021. Ieri mattina all’azienda agricola Assagri di Casalmaggiore simbolicamente è stato dato il via alla raccolta del pomodoro da salsa. "Il caldo intenso e le alte temperature – spiega l’agricoltore Corrado Assandri, dell’azienda Assagri, in campo per la raccolta – stanno facendo maturare molto in fretta il prodotto che promette bene sotto il profilo qualitativo".

La bassa pianura padana concentra il 70% della produzione di pomodoro in Italia, prima in Europa (e 15% per cento della produzione mondiale), seguita da Spagna e Portogallo. Solo la California ha numeri più alti di quelli italiani e soprattutto lombardi. "Lo stato delle piantine è buono – sottolinea Davide Rocca, direttore del Consorzio Casalasco del Pomodoro - Abbiamo registrato anche pochi danni meteo nelle ultime settimane, se si fa eccezione per il vento forte che a inizio luglio, in alcune zone, ha fatto danni sulla pianta e sui fiori. Dipenderà da temperature e disponibilità idrica, ma è possibile che il grosso del prodotto maturi ad agosto".

Con 560 aziende associate, 7.600 ettari di terreno coltivato a pomodoro e una storia che affonda le sue radici negli anni Settanta, il Consorzio Casalasco del Pomodoro rappresenta una realtà di livello mondiale, con una produzione annua di 560mila tonnellate di pomodoro. "È un comparto – precisano da Coldiretti – che mette in moto una filiera di eccellenza del Made in Italy che coinvolge 6.500 imprese agricole, circa 90 imprese di trasformazione e impiega 10.000 addetti, per un fatturato di 3,7 miliardi di euro di cui più della metà dalle esportazioni, in crescita del 5% nei primi quattro mesi del 2022 nonostante la guerra in Ucraina". Quest’anno , per garantire la produzione, molti agricoltori hanno dovuto scegliere: togliere acqua al mais per darla all’oro rosso. Le somme poi si tireranno, come sempre, alla fine della stagione

 

 

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