Milano, 27 febbraio 2018 - Poste Italiane lancia il piano strategico a cinque anni 2018-2022, firmato dall'ad Matteo Del Fante, con l'obiettivo di un utile netto in crescita media l'anno del 13%, a 1,2 miliardi nel 2022. +1% medio annuo per i ricavi consolidati attesi a 11,2 miliardi entro il 2022; +10% medio annuo per il risultato operativo, a 1,8 miliardi nel 2022 «grazie ad efficienze operative». Il piano presentato oggi a Milano, denominato 'Deliver 2022', prevede investimenti per 2,8 miliardi a sostegno di automazione, digitalizzazione, riorganizzazione del modello di servizio.

Il nuovo piano strategico "Deliver 2022 ci consentirà - dice Del Fante - di valorizzare appieno le caratteristiche uniche della nostra rete e di confermare la nostra posizione di società di distribuzione più sicura ed affidabile d'Italia: ci stiamo trasformando per rispondere al meglio ai bisogni ed ai comportamenti sempre nuovi dei nostri 34 milioni di clienti". L'ad del gruppo Poste sottolinea che "il segmento corrispondenza e pacchi è il fulcro dell'attività dell'azienda: a questo proposito stiamo già vedendo i risultati positivi delle azioni intraprese, in particolare dell'introduzione di un modello operativo di recapito innovativo, il 'joint delivery model', concordato di recente con i sindacati". E aggiunge: "Inoltre siamo leader in Italia per le piattaforme digitali dei servizi finanziari ed assicurativi che sono una fonte di ulteriori opportunità di marketing e di potenziamento dei ricavi"

Nel corso del piano 2018-2022 "assumeremo circa diecimila professionisti qualificati e formeremo il personale in servizio per dotarlo delle competenze, degli strumenti e degli incentivi necessari per completare il nostro processo di trasformazione". Cinquemila saranno esperti in ambito finanziario e assicurativo. Intanto nel corso del piano proseguirà la riduzione del personale (con 100 milioni di euro destinati a incentivi di pre-pensionamento) con l'obiettivo, anche con "iniziative volte a incrementare l'efficienza del gruppo", di portare dal 53% del 2017 al 49% il rapporto tra costi ordinari del personale e ricavi. È prevista "una riduzione media annua di 3.000 unità" (proseguendo dopo i 2.800 l'anno del 2015-2017). E ci sarà "una ridistribuzione e formazione del personale: 4.500 dipendenti saranno riassegnati ad un ruolo commerciale di front-line", con "20 milioni di monte ore di formazione".

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