Pensioni, in arrivo decreti Ape
Pensioni, in arrivo decreti Ape

E' finita dopo circa tre ore e mezza a Palazzo Chigi la cabina di regia che ha esaminato la manovra e la legge sulla concorrenza. Entrambi i provvedimenti dovrebbero andare domani in un consiglio dei ministri che dovrebbe essere convocato in tarda mattinata. Ma intanto emergono alcune anticipazioni. Nuova "quota" per le pensioni per un solo anno, stretta sul reddito di cittadinanza, proroga del superbonus anche per le villette ma con un tetto di Isee a 25mila euro. Con una settimana di ritardo sulla tabella di marcia - che prevede l'invio al Parlamento entro il 20 ottobre - prende forma la prima legge di Bilancio targata Draghi-Franco che domani, sciolti gli ultimi nodi nella cabina di regia, arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri. Una manovra espansiva da 23 miliardi, che conferma l'impianto del Dpb trasmesso a Bruxelles e che contiene le risorse per la riforma degli ammortizzatori e quelle, sempre solo con un fondo ad hoc, per il primo assaggio di taglio delle tasse, in attesa della riforma vera e propria del sistema che arriverà con la delega fiscale.

Nel 2022 in pensione con quota 102

Dopo aver esaminato diversi schemi, per l'addio a Quota 100 arriva una soluzione per un solo anno, il 2022, in cui si potrà andare in pensione in anticipo raggiungendo Quota 102 con 64 anni di età e 38 di contributi e un fondo (da 3-400 milioni, per traghettare i più  penalizzati dall'innalzamento dei requisiti). Un passaggio minimo (e che secondo i primi calcoli non aprirebbe spazi di flessibilità per moltissime persone) che serve però a sminare le proteste della Lega e l'ira dei sindacati, che ora si aspettano un tavolo di riforma. Allargamento e proroga per un anno dell'Ape sociale, opzione donna e Quote per un passaggio morbido verso la pensione a 67 anni: potrebbero essere circa 50mila nel complesso i lavoratori interessati l'anno prossimo alle vie di uscita verso il pensionamento diverse rispetto ai 67 anni per la vecchiaia e ai 42 anni e 10 mesi di contributi per la pensione anticipata.  Sulla riforma delle pensioni "non bisogna creare tensioni, il presidente Draghi sta lavorando il più possibile perché si arrivi a un compromesso, ma ci vuole la volontà di tutte e due le parti, ha spiegato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio dopo la rottura tra i sindacati ed il governo, sostenendo di essere "fiducioso si arriverà ad un accordo".

Quote 102-103-104

Con quota 102 nel 2022 dovrebbero andare in pensione meno di 10mila persone secondo i calcoli della Cgil. La platea teorica dovrebbe aggirarsi su 20mila persone ma come per Quota 100 non chiederanno di andare in pensione tutti coloro che avranno i requisiti. Potranno uscire l'anno prossimo le persone che hanno compiuto 64 anni con 38 anni di contributi quindi potranno usufruire della misura coloro che avevano l'età per Quota 100 ma non abbastanza contributi. Negli anni successivi si dovrebbe andare a 65 anni sempre con 38 di contributi e poi 66 nel 2024. Nel 2025 dovrebbe rimanere per la pensione anticipata solo la possibilità di uscire con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 per le donne) oltre a tre mesi di finestra mobile mentre il resto delle persone dovrebbe uscire con la vecchiaia a 67 anni.

Reddito, più fondi ma si cambia

Controlli più stretti per l'accesso al reddito di  cittadinanza e una progressiva riduzione dell'assegno, in caso di rifiuto di due offerte di lavoro.  Questo è uno dei punti più difficilli sul quale trovare un accordo con il duro faccia a faccia tra M5S e Lega.  Ci sarà comunque un rifinanziamento da 800 milioni per coprire l'incremento della platea. "C'è ancora da lavorare", infatti riferiscono fonti  M5S di primo piano. Il capodelegazione M5S, Stefano Patuanelli, avrebbe detto che "sì, lo spirito delle modifiche è quello giusto" - centrali i maggiori controlli - ma che il Movimento si riserva di "valutare l'equilibrio complessivo" delle modifiche apportate. Che passano anche da una riduzione all'assegno di rdc alla seconda proposta di lavoro rifiutata. Dunque non un sì incondizionato. Lo schema, per il M5S, è "da approfondire e rivedere".

Fisco, scelte rinviate al Parlamento

Sul taglio delle tasse manca l'intesa e così in manovra per ora nero su bianco ci sarà solo il fondo da 8 miliardi. A chi destinarli (Irpef, cuneo o contributi) sarà una scelta che si compierà in Parlamento durante l'esame nelle Aule di Camera e Senato.

Superbonus, tetto al reddito per le villette

La proroga arriverà e sarà per tutto il 2022 anche per le abitazioni monofamiliari ma con un tetto di Isee per i proprietari fino a 25mila euro e limitato quindi, viene spiegato, alle sole prime case. Per i condomini la proroga sarà al 2023, con successivo decalage. Confermati anche gli altri incentivi per la casa, dall'ecobonus al bonus verde a quello per il rinnovo dei mobili. Il bonus facciate sarà prorogato ma la percentuale scenderà dal 90 al 60% il prossimo anno.

Stop al cashback, 1,5 mld sul piatto

La misura voluta dal governo Conte è destinata a essere cancellata. Partita il primo gennaio 2021 consentiva di ottenere il rimborso del 10% sull'importo degli acquisti con le carte. Già sospesa fino alla fine dell'anno ora viene archiviata anche nel 2022  mettendo a disposizione 1,5 miliardi.

Famiglia e casa, dai congedi agli asili

Diventano strutturali i 10 giorni di congedo obbligatorio per i papà, viene prorogato lo sconto per gli under 36 che acquistano la prima casa e arrivano fondi aggiuntivi per asili nido e scuole dell'infanzia.

Più fondi a sanità, ricerca e Tpl

 Alla sanità, in prima linea nell'emergenza Covid, arriveranno altri 4 miliardi tra Fondo sanitario e fondi per i vaccini e farmaci anti-virus. Altri 400 milioni andranno alla ricerca - che sarà potenziata anche attraverso il Pnrr con il passaggio da 9mila a 20mila dottorati - e sarà rifinanziato anche il trasporto pubblico locale.

Spinta a investimenti, 4 mld a imprese

Ci saranno 2 miliardi per le infrastrutture e il Fondo di sviluppo e coesione, mentre altri 4 miliardi sosterranno gli investimenti privati. 

Assegno invalidità

Su proposta del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, in sede di conversione Dl fiscale sarà presentato un emendamento che riporterà il riconoscimento dell'assegno di invalidità ai disabili, indipendentemente dallo svolgimento di un'attività lavorativa. L'emendamento, riportando ad una corretta applicazione la normativa vigente, prevede che l'assegno mensile di invalidità dovrà essere riconosciuto a prescindere dallo svolgimento di un'attività lavorativa, dove quest'ultima non determini il superamento del limite di reddito considerato come condizione per l'accesso alla prestazione dall'attuale normativa.