Sulla roulette delle pensioni esce un nuovo numero. Dopo 102 e 104, adesso c'è il 2. E se nei primi due casi si parlava di quote, ora il riferimento va ai tempi di ricezione dell'assegno previdenziale per chi uscirà dal mondo del lavoro in anticipo, ovviamente se dovesse passare questa ipotesi. Se il confronto sul tema, infatti, resta animato, è anche vero che si rimane sempre nell'alveo delle possibilità. Il governo - e il premier Draghi - giocano ancora con le carte coperte. L'unica certezza, ed è stato proprio il presidente del consiglio ad affermarlo, è che nella legge di bilancio per il 2022 Quota 100 verrà messa da parte, venendo sosituita con una formula meno impattante sui conti pubblici. Vediamo, comunque, i dettagli dell'ipotesi "pensione in due tempi".

  1. Cos'è
  2. Platea e costi
  3. Requisiti
  4. Cumulabilità

Pensione in due tempi: cos'è

Il "padre" della proposta è il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, che la presenta come l'unica soluzione "davvero flessibile e finanziariamente compatibile" nei costi e dalla platea molto più consistente di quanto abbia mai portato a casa la sperimentazione leghista. L'ipotesi è di anticipare, per chi abbia compiuto 63-64 anni e volesse lasciare il lavoro, solo la quota contributiva della pensione rinviando l'assegno totale, comprensivo anche della parte retributiva, al compimento dei 67 anni. Una volta raggiunta la pensione di vecchiaia invece al lavoratore spetterà l'assegno pieno, completo di quota retributiva e quota contributiva. 

Platea e costi

Nessuna 'gabbia' rigida dunque entro cui contenere i futuri pensionati: solo l'opportunità della scelta con costi per le casse dello Stato, nel medio periodo, sostanzialmente azzerati, a quanto afferma Tridico. A conti fatti, stima ancora l'Inps, sarebbero circa 203 mila le pensioni aggiuntive attivabili tra il 2022 e il 2024, cui sommarne altre 129mila dal 2025 al 2027 per un totale complessivo di 332mila pensioni dal 2022 al 2027. E anche i costi si aggirerebbero intorno ai 4,2 milioni di euro tra il 2022 e il 2027 che sarebbero poi recuperati da risparmi di spesa che dal 2027 al 2031 potrebbero ammontare a circa 2 mld di euro complessivamente. 

Requisiti

Per accedere al pensionamento in due tempi, ricorda ancora Tridico, oltre al requisito di età, almeno 63-64 anni occorre essere in possesso di almeno 20 anni di contribuzione e aver maturato al momento della scelta una quota contributiva di pensione di importo pari o superiore a 1,2 volte l'assegno sociale. Questo per circoscrivere la platea che potrà accedere al pensionamento anticipato ed evitare assegni poveri.

Cumulabilità

La proposta prevede inoltre la cumulabilità della mini-pensione con i redditi da lavoro dipendente, autonomo e la possibilità di ancorare la prestazione a futuri meccanismi di staffetta generazionale, legati al part time mentre esclude categoricamente la possibilità di convivenza con il reddito di cittadinanza, l'ape sociale e l'indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale.