Quotidiano Nazionale logo
il Giorno logo
Quotidiano Nazionale logo
il Giorno logo
2 lug 2022

E' morto Aldo Balocco, il papà del Mandorlato

Aveva 91 anni. Ha creato l'impero dei dolci e inventato il famoso panettone che è un mix tra la tradizione milanese e quella piemontese 

2 lug 2022
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano consegna le insegne di Cavaliere dell'Ordine "Al Merito del Lavoro" ad Aldo Balocco,  stamane 17 novembre 2010.  
ANSA/Antonio Di Gennaro-Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica
Albo Balocco, Cavaliere dell'Ordine 'Al Merito del Lavoro' (Ansa)
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano consegna le insegne di Cavaliere dell'Ordine "Al Merito del Lavoro" ad Aldo Balocco,  stamane 17 novembre 2010.  
ANSA/Antonio Di Gennaro-Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica
Albo Balocco, Cavaliere dell'Ordine 'Al Merito del Lavoro' (Ansa)

Fossano (Cuneo),  2 luglio 2022  - Addio a un altro grande capitano d'industria italiano dopo Leonardo Del Vecchio. È morto nella notte Aldo Balocco, presidente onorario dell'omonima azienda dolciaria di Fossano (Cuneo). Aveva 91 anni, la maggior parte dei quali dedicati all'azienda che con ha contribuito a far diventare il colosso dei biscotti italiani. Insignito del titolo di Cavaliere del lavoro, Aldo è il papà di Alberto e Alessandra, oggi alla guida dell'azienda; era vedovo dal 2015, quando morì la moglie Anna Ferrero.

Nato a Fossano (Cuneo) nel 1930,  Aldo Balocco diventa orfano della mamma a una settimana di vita. Trascorre l'infanzia tra Genola, dove lo cresce la sorella della madre, e Fossano, sopra la pasticceria fondata nel 1927 dal padre, Francesco Antonio Balocco. Sfollato durante la guerra nelle Langhe, torna a Fossano nel 1949, terminati gli studi superiori a Cuneo, dove cresce col cugino Piero, artefice della rinascita del cioccolato Venchi. È del presidente onorario l'idea, suggerita al padre, di insistere sulla pasticceria secca e di cominciare a produrre dolci da vendere all'ingrosso. Dal primo stabilimento, distribuito su quattro piani, con appena 30 addetti, parte la rivoluzione dei  Balocco. Le latte piene di dolci, le "tole" in piemontese, destinate ai grossisti di tutta Italia, sono l'immagine più eloquente del cambiamento che sta avvenendo. Sono gli anni del boom economico, e nella fabbrica di Via San Bernardo, l'embrione della futura  Balocco, vengono installati i primi forni a carrello estraibile per panettoni. Per spingere i panettoni oltre i confini di Fossano e della provincia, occorreva superare l'ostacolo della loro conservazione.

Nel 1955 Aldo  Balocco decide di assumere un giovane lombardo, sfollato a Cuneo negli anni bui della guerra, che aveva lavorato a Milano alla Motta e all'Alemagna, all'epoca due colossi dell'industria dolciaria. Ermanno Crespi, originario di Abbiategrasso, introduce a Fossano la tecnologia della "lievitazione naturale". I due immaginano e progettano un panettone del tutto nuovo: alto come quello milanese, ma glassato come quello basso piemontese. In più ricoperto di mandorle tostate e granella di zucchero. Un mix di Lombardia e Piemonte che sedurrà i palati di tutta Italia.  Aldo ne azzecca subito anche il nome: nasce il Mandorlato Balocco, un panettone che diventerà ambasciatore in tutto il mondo dell'azienda di Fossano. 

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?