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30 dic 2021

Le mascherine Ffp2 e Ffp3 sono detraibili: ecco a quali condizioni

Con il nuovo decreto prezzi alle stelle per i dispositivi medici più sicuri ma è possibile scaricare la spesa nel 730

30 dic 2021

Trovarle non è semplice, stanno andando a ruba nelle farmacie e non solo dopo l'entrata in vigore del penultimo decreto (Festività) per contrastare il Covid. Tant'è che sui mezzi pubblici, dove le mascherine Ffp2 sono diventate obbligatorie, si incontrano ancora tanti pendolari che ne sono sprovvisti e indossano le chirurgiche o quelle industriali, in ogni casi meno sicure delle Ffp2 e Ffp3. Ma anche chi è riuscito a comprarle, magari ordinandole in rete, ha probabilmente dovuto mettere in conto un aumento della spesa.

Mascherine Ffp2: tutti i consigli
Mascherine Ffp2: tutti i consigli

Prezzi calmierati

Se fino a pochi giorni fa i dispositivi di protezione individuale più "rigorosi" richiedevano meno di euro, pezzo singolo, ora arrivano a costare fino a 7 euro l'uno. Sborsare meno di 1,50 è molto difficile. Se si condisera che sono monouso e la sera vanno buttati, il budget mensile per chi utilizza il trasporto pubblico tutti i giorni lavorativi arriverebbe a sfiorare i 50 euro se non a  superarli. Decisamente troppo. E gli annunciati prezzi calmierati non cambiano di molto la situazione  giacchè la cifra dovrebbe aggirarsi comunque attorno a 1 euro. Il tutto nella speranza che la struttura commissariale rifornisca puntualmente le scuole dei dispositivi individuali obbligatori anche per gli studenti in classe.

Detrazione

A parziale consolazione delle famiglie costrette a sobbarcarsi anche questa spesa c'è la possibilità di usufruire della detrazione Irpef del 19% per la parte eccedente i 129,11 euro annui. Quando nel 2022 compileremo la dichiarazione dei redditi sarà dunque bene scaricare le spese sostenute per le mascherine FFp2, Ffp3 e anche quelle chirurgiche purchè le stesse siano classificate come dispositivo medico. Questo grazie all'articolo 124 del decreto Rilancio, poi convertito nella legge n. 77 del 17 luglio 2020, che dispone una disciplina Iva agevolata per l’acquisto dei dispositivi necessari al contenimento e al contrasto del Covid-19. Tale opportunità resta valida anche l'anno prossimo, non solo per le mascherine ma anche per guanti, visiere, cuffie, calzari etc utilizzate con questa finalità. Ovviamente non basta la "parola".

Cosa controllare

Specialmente per quanto riguarda le mascherine bisogna assicurarsi che siano certificate cone dispositivo medico (DM) o dispositivo di protezione individuale (DPI).  Non solo, sullo scontrino fiscale o sulla fattura dovrà essere presente l'indicazione del prodotto comprato (non basta l'indicazione "dispositivo medico") oltre al codice fiscale di chi lo acquista e usufruisce della detrazione. Sono escluse le mascherine tessili e quelle non conformi alla normative comunitarie, dunque senza marchio CE. In ogni casi basta che sul titolo di acquisto si stampato il codice AD che certifica le spese relative all’acquisto o affitto di dispositivi medici con marcatura CE. Dunque è opportuno  verificare sempre la presenza di queste due lettere sullo scontrino.

Senza codice?

Se non fosse presente il codice, scrive l'Agenzia delle Entrate sul suo sito web, "per i dispositivi compresi nell’elenco allegato alla circolare n. 20/2011 è sufficiente conservare la sola documentazione dalla quale risulti che il prodotto acquistato ha la marcatura CE. Per i dispositivi medici non compresi nell’elenco, invece, per la detraibilità della spesa occorre che il dispositivo stesso riporti, oltre alla marcatura CE, anche la conformità alle direttive europee 93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE".

Come sapere se i dispositivi medici rientrino nell'elenco e danno dunque diritto alla detrazione? Basta consultare la “Banca dati dei dispositivi medici” pubblicato sul sito del Ministero della Salute.

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