Fouremme
Fouremme

Usmate Velate (Monza Brianza), 1 febbraio 2021 - Un sogno, decisamente ambizioso. La voglia di fare, tipica dell'imprenditorialità brianzola. E la testardaggine, propria di chi non si arrende mai. Sono questi gli ingredienti principali di Fouremme, l'avventura nel mondo della moda che hanno intrapreso Katia, Erika, Lara e Fiamma Mariniello. Le "4 emme", per l'appunto. Il loro è uno dei marchi di abbigliamento più innovativi di tutta Europa e sta suscitando l'attenzione di influencer e personalità del mondo green. Già perché proprio l'abbigliamento proposto dalle quattro sorelle - Katia vive a Londra, Fiamma a Madrid, Erika a Macerata  e Lara a Verona - ha come parola chiave l'aggettivo "sostenibile", insieme a "responsabile" e "coscienzioso": La filosofia alla base delle quattro sorelle originarie di Usmate Velate riguarda infatti tanto il rispetto dell'ambiente quanto la considerazione che la donna deve avere di sè e del proprio ruolo nel mondo. Un progetto ambizioso, che è partito dalla Brianza e ora è arrivato sino a diversi Paesi europei come l'Olanda. 

Ragazze, come è nata l'idea di Fouremme?

"L’idea è nata durante una vacanza al mare. Siamo quattro sorelle, viviamo in diverse città d’Europa e in quell’occasione ci siamo riunite per qualche giorno in famiglia. Durante una chiacchierata in spiaggia abbiamo ripensato a dei progetti che avevamo in mente da tempo. Katia, la sorella maggiore, ha una passione innata per il disegno e nello specifico di abiti. Proprio per questo, parlandone seriamente abbiamo deciso di creare un brand di moda. Non un marchio qualunque però. Visto il momento storico che stiamo vivendo e la necessità di preservare il più possibile il pianeta, ci siamo orientate verso un brand di moda sostenibile. Da quella chiacchierata al mare è nato tutto e con il tempo il progetto si è concretizzato".

Cosa vi ha convinte a passare dal progetto al concreto e a mettere in piedi una realtà così impegnativa?

"La nostra grande determinazione e il nostro pragmatismo. Siamo nate e cresciute avvolte da uno spirito imprenditoriale e dall’insegnamento che con tenacia e passione un’idea può diventare realtà. Abbiamo cominciato a Londra, città piena di opportunità a cui siamo legate da tempo, Katia vi abita infatti da anni e noi altre non perdiamo occasione per una visita. Ma l’Italia rimane il nostro punto di riferimento, una realtà che siamo determinate a promuovere con questo progetto. Un giorno ci siamo decise e anche con un pizzico di follia e, seguendo soprattutto l’istinto, abbiamo cominciato.

Quali sono i vostri obiettivi?

"Riuscire a posizionarci su un mercato che sicuramente non è semplice, quello della moda e soprattutto della moda sostenibile. Vogliamo riuscire a farci conoscere, a far capire il grande lavoro che è alla base del nostro progetto e contribuire a far crescere i consumatori coscienziosi e a diffondere buone pratiche di consumo".

Cosa significa per voi essere sostenibili?

"Essere sostenibili vuol dire dar vita ad un progetto che possa durare nel tempo perché portato avanti con consapevolezza ed attenzione ai minimi dettagli. Seguire tutte le fasi della creazione dei nostri abiti, occuparsi personalmente della realizzazione dei modelli, selezionare le stoffe che siano materiali certificati, di qualità e prodotti il più localmente possibile. Commissionare gli abiti ad una sarta che li realizza a mano e solo previa ordinazione, per ridurre al massimo gli sprechi. Vuol dire curare il packaging, non lasciato al caso ma realizzato con materiali ecologici e anche utilizzare sistemi innovativi (come il "qr code" che rimanda alle informazioni sul sito). Significa seguire tutto personalmente, curare il rapporto coi clienti e tutti i processi produttivi con grande attenzione".

Cosa offrite alla vostra clientela?

"La nostra professionalità e passione in quello che stiamo facendo. Ci poniamo come tramite, sempre disponibili a rispondere a quesiti o dubbi, tra chi realizza i nostri abiti e chi li acquista. Con le nostre creazioni che sono semplici, versatili e soprattutto di qualità e durature, vogliamo offrire abiti che possano essere utilizzati più volte e in tante e diverse occasioni. Vogliamo dare la possibilità a chi è disposto a fare attenzione ai propri acquisti di indossare degli abiti comodi e che si adattino un po’ a tutte le esigenze, avendo la garanzia di avere nell’armadio un capo che durerà nel tempo e che è stato realizzato con grande attenzione a tutte le fasi produttive. Dalla materia prima alla creazione vera e propria, fino alla vendita. Visto il momento, offriamo anche la possibilità di abbinare agli abiti delle mascherine lavabili e riutilizzabili, realizzate anch’esse con stoffe certificate e sostenibili. Comode, pratiche e in molti colori, danno un tocco in più e rispettano l’ambiente, evitando inutili sprechi".

Quali sono le difficoltà che incontrate come start up?

"Posizionarci sul mercato, far conoscere i nostri vestiti e convertire la comunicazione con delle vendite effettive. Ci stiamo occupando personalmente anche del marketing e della comunicazione aziendale. Siamo quattro sorelle, due più grandi e due gemelle che sono agli ultimi anni di studi universitari. Abbiamo la fortuna di lavorare in ambiti differenti: nel gruppo c’è una ricercatrice nel campo biomedico, una giornalista specializzata nel settore dei viaggi e nella produzione di contenuti turistici, ci sono una studentessa iscritta ad un master dedicato al marketing aziendale e l’altra iscritta ad un master in scienze biomediche. Le difficoltà che stiamo incontrando sono sicuramente dover portare avanti questo progetto collateralmente alla nostra vita e lavoro di tutti i giorni, essere sempre aggiornate per riuscire a soddisfare le esigenze del mercato e, non da ultimo, fare i conti con burocrazia e regole dal punto di vista amministrativo. Stiamo lavorando passo dopo passo, siamo presenti sui social, sia su Instagram sia su Facebook, abbiamo un sito sempre aggiornato e comunichiamo le nostre novità. Siamo uscite da poco con una nuova collezione che stiamo spingendo. Ce la mettiamo tutta sperando di vedere il prima possibile i primi risultati".

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