Marina Macelloni, presidente Inpgi
Marina Macelloni, presidente Inpgi

L'Inpgi, l'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani 'Giovanni Amendola', dall'1 luglio 2022 viene trasferito all'Inps. Lo prevede la bozza della Manovra che verrà esaminata dal Consiglio dei Ministri.

Da quella data, si legge, "sono iscritti all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti i giornalisti professionisti, pubblicisti e i praticanti titolari di un rapporto di lavoro subordinato di natura giornalistica, nonché, con evidenza contabile separata, i titolari di posizioni assicurative e titolari di trattamenti pensionistici diretti e ai superstiti già iscritti. Il regime pensionistico verrà uniformato, nel rispetto del principio del pro-rata, a quello degli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti sempre con effetto dall'1 luglio 2022. In particolare, per gli assicurati presso la gestione sostitutiva dell'Inpgi, l'importo della pensione è determinato dalla somma delle quote di pensione corrispondenti alle anzianità contributive acquisite fino al 30 giugno 2022 calcolate applicando le disposizioni dell' Inpgi e da una quota di pensione corrispondente alle quote anzianità contributive acquisite a decorrere dal 1 luglio 2022, applicando le disposizioni del Fondo pensioni lavoratori dipendenti dell'Inps".

All'articolo del provvedimento relativo a "Norme a garanzia delle prestazioni previdenziali a favore dei giornalisti", viene specificato che fino al 30 giugno 2022 la pensione dei giornalisti dipendenti verrà determinata coem segue. Gli importi maturati fino a quella data seguiranno i criteri Inpgi: l'Istituto di previdenza dei giornalisti contava sul sistema retributivo fino al 2017, poi oltre quella data su quello contributivo (in sostanza come l'Inps). Dal luglio 2022 in poi, gli importi di pensione che verranno maturati verranno calcolati invece secondo le regole dell'Inps. C'e' una piccola eccezione per coloro che hanno versato contributi per la prima volta prima del 1996: a loro non si applicherà il massimale contributivo che viene ora applicato dall'Inps a tutti i redditi superiori ai 100 mila euro.

Marina Macelloni, presidente dell' Inpgi, rassicura gli iscritti alla cassa previdenziale autonoma. "Non cambia nulla, abbiamo garantito tutte le prestazioni. L'istituto - dice - non è stato commissariato, e garantiamo le prestazioni che verranno maturate fino al prossimo anno. Siccome l' Inpgi ha il sistema contributivo dal 2017 (prima di questa data aveva quello retributivo), in pratica si uniforma a quello dell'Inps". Per i lavoratori autonomi, "l'Inpgi continuerà a esistere come cassa privata" e per far questo "dovremo ora varare la riforma dello Statuto entro la metà  del prossimo anno". Invece per i lavoratori che percepiscono un'indennità di cassa integrazione, "le regole dell'Inpgi varranno fino al 2023. Poi scatterà il regime Naspi, previsto dall'Inps".