DALLE LASTRE D’ACCIAIO ai telefoni cellulari, dagli elettrodomestici alle componenti dei dispositivi di accensione dei razzi, sempre più imprese cinesi usano l’intelligenza artificiale per potenziare le loro linee di produzione, introducendo la modalità ‘dark factory’ di produzione ininterrotta e non presidiata 24 ore su 24 ore. Le dark factory, chiamate anche fabbriche intelligenti, sono interamente gestite da robot programmati che non hanno bisogno di illuminazione. Con questa modalità, si prevede di ridurre i costi della manodopera, migliorare l’efficienza della produzione e la qualità del prodotto, e di garantire la sicurezza dei...

DALLE LASTRE D’ACCIAIO ai telefoni cellulari, dagli elettrodomestici alle componenti dei dispositivi di accensione dei razzi, sempre più imprese cinesi usano l’intelligenza artificiale per potenziare le loro linee di produzione, introducendo la modalità ‘dark factory’ di produzione ininterrotta e non presidiata 24 ore su 24 ore. Le dark factory, chiamate anche fabbriche intelligenti, sono interamente gestite da robot programmati che non hanno bisogno di illuminazione. Con questa modalità, si prevede di ridurre i costi della manodopera, migliorare l’efficienza della produzione e la qualità del prodotto, e di garantire la sicurezza dei lavoratori facendo svolgere alle macchine le produzioni che presentano maggiori rischi. Una dark factory del gruppo Baogang, nella regione autonoma della Mongolia interna, nella Cina settentrionale, usa dei robot per separare le scorie dall’acciaio liquido. Il tasso di scarico delle scorie è stato ridotto dal 10% al 9%, un punto percentuale che potrebbe far risparmiare quasi 100.000 dollari all’anno.

Lo Xìan Aerospace Propulsion Institute è una base di ricerca per i motori a razzo a combustibile solido della Cina. La domanda di produzione è cresciuta rapidamente. Senza dover aumentare le risorse umane e materiali, l’istituto ha raggiunto una modalità di produzione h24 per le componenti di accensione dei razzi. Di notte, l’attrezzatura automatizzata esegue la lavorazione preliminare dei pezzi nella dark factory. Durante il giorno, operai esperti danno gli ultimi ritocchi. Megvii, uno dei cosiddetti ‘unicorni’ dell’intelligenza artificiale con sede a Pechino, ha costruito un laboratorio modello di dark factory per un produttore di elettrodomestici nella provincia dello Zhejiang, nella Cina orientale. Xu Qingcai (a sinistra), vice presidente senior di Megvii, ha dichiarato ai giornalisti che secondo i princìpi dell’intelligenza artificiale è giusto dare potere ai produttori tradizionali per migliorare la qualità e l’efficienza. Il vice presidente ha poi aggiunto che un potenziamento intelligente include tre aspetti.

Il primo è l’intelligenza di un singolo dispositivo. Nella dark factory dello Zhejiang, Megvii utilizza i robot per sollevare i carichi. Con i codici Qr e la navigazione, i robot possono localizzare il carico con precisione, e sono semplici da controllare. L’algoritmo Ai può anche migliorare il tasso di riconoscimento dei codici Qr macchiati e rovinati, quindi la fabbrica non ha bisogno di cambiarli frequentemente. Il secondo è l’intelligenza del sistema. La dark factory ha raggiunto l’integrazione di diversi tipi di attrezzature e ha realizzato l’interazione tra il sistema di controllo e il sistema di gestione del magazzino, la pianificazione delle risorse aziendali e il sistema di gestione della produzione. Il terzo è l’intelligenza artificiale, che in uno specifico campo di produzione può percepire, pensare, eseguire ed evolvere. Il cervello della dark factory degli elettrodomestici è una piattaforma di gestione logistica AIoT (Ai e Internet of Things) chiamata Hetu sviluppata da Megvii. Può imparare e adattare la produzione per effettuare la gestione e la supervisione delle attrezzature e della linea di produzione, nonché occuparsi dell’assegnazione di compiti alle macchine.