Carlo Ferro
Carlo Ferro

Milano, 25 maggio - «I mercati più vicini, quelli europei, per sfruttare subito le occasioni e ripartire. Gli Stati Uniti, la Cina e l’Asia per riposizionarsi e cogliere le maggiori opportunità di crescita a medio-lungo termine". I primi imprenditori che da oggi potranno nuovamente partecipare in presenza agli Export Flying Desk - la rete regionale di tavoli che l’Agenzia Ice ha promosso prima della pandemia per accompagnare la piccola e media impresa sulle strade dell’internazionalizzazione - inizieranno a percorrere "due binari", spiega Carlo Ferro, presidente dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Il ritorno dei “Desk“ sarà scaglionato: da oggi toccherà a Puglia, Lazio, Molise e Lombardia, dove l’appuntamento settimanale con le Pmi è in agenda il giovedì, a Milano, in Corso Magenta 59.

Quanto incide la capacità di esportare nell’accorciare i tempi della ripresa?
"I numeri dicono che la ripartenza dell’export è già avvenuta nel quarto trimestre del 2020, a differenza di altri fattori che concorrono al Pil. Nell’anno del Covid, l’Italia è stato il Paese tra quelli del G8 dove le esportazioni sono diminuite meno: indubbiamente l’export è un forte acceleratore".

Dopo la crisi del 2007-08 i mercati internazionali hanno aiutato le imprese nei momenti di contrazione della domanda interna. Sarà così anche per il post-Covid o visto la natura mondiale della crisi provocata dalla pandemia bisognerà trovare altre strade?
"Secondo le previsioni, già a fine 2022 il commercio mondiale tornerà ai livelli del 2019. Mi auguro solo che non ci vorranno dieci anni come per il 2007. E sarà cosi se oltre all’export sapremo sfruttare i benefici del Recovery Plan".

Quanto ha inciso il Covid sull’export lombardo?
"Nel 2020 l’export si è fermato a 114 miliardi di euro, con una flessione del 10,6% superiore al 9,7% della media nazionale. Ma non mi preoccuperei perché la regione esporta il 26% del totale nazionale e perché in questo risultato ha inciso la flessione di un settore, come quello della moda, che ha un peso importante nei mercati internazionali".

A che punto è la propensione all’internazionalizzazione delle Pmi lombarde?
"Più del 50% dell’export arriva dalle Pmi. Ma è indubbio che rispetto alle grandi aziende la percentuale di presenze sui mercati esteri è più bassa. Per questo Ice intende aiutare soprattutto le realtà medio-piccole. Oltre ai “Desk“ che ripartono in presenza abbiamo attivato altre iniziative come l’accompagnamento gratuito tramite un distributore per le imprese con meno di 100 addetti. E poi c’è il digitale: l’e-commerce va sviluppato".