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20 dic 2021

L’export vale 33,2 miliardi di euro, ma energia e scorte sono un rebus

Guidesi: "La ripresa è a rischio per i costi delle bollette e le difficoltà a reperire materie prime"

20 dic 2021
red. eco.
Economia
APERTURA MADE IN STEEL 2021, METALLI, ACCIAIO, ACCIAI
Export
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Export

Milano, 21 dicembre 2021 - Con oltre 33,2 miliardi di euro l’export lombardo si assesta ai massimi anche nel terzo trimestre 2021, nonostante un rallentamento congiunturale (-5,2%). Il rallentamento dell’attività delle imprese nel terzo trimestre, dovuto sia ai problemi di approvvigionamento energetico e delle materie prime, sia al normale andamento stagionale, ha portato ad una flessione degli scambi con l’estero senza però allontanarli significativamente dai massimi raggiunti lo scorso trimestre. Il valore delle esportazioni originate dalla Lombardia, infatti, rimane oltre i 33 miliardi di euro e le importazioni si attestano oltre i 36 miliardi complessivi, anche a causa dell’aumento dei prezzi, per cui il deficit commerciale sale a 3,1 miliardi di euro. L’analisi dell’andamento delle quantità scambiate conferma che c’è un “effetto prezzi” sull’incremento dei dati in valore: per le quantità, invece, l’export registra una flessione del 12,8% e l’import del 4,5%, entrambe superiori alle corrispondenti flessioni dei dati in valore.

«L’export lombardo mantiene gli elevati livelli pre-crisi raggiunti dopo il recupero competitivo post pandemia – commenta il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio – Questo assestamento era atteso, considerato il periodo estivo e le difficoltà di approvvigionamento, confermando il quadro congiunturale complessivo di solidità dell’economia regionale". Gli sforzi delle imprese lombarde, sottolinea l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi "ci consentono di certificare una ripresa che oramai è strutturale, messa però a rischio dai costi energetici e dall’approvvigionamento delle materie prime; non bastiamo noi da soli a richiamare l’urgenza di questi temi. Il posticipo ulteriore di una discussione in Europa del problema è un segnale che ci preoccupa. Il sistema lombardo continuerà ad impegnarsi a sostegno delle imprese e del lavoro, ma chiediamo anche agli enti sovraregionali di attenzionare le priorità: costi dell’energia e approvvigionamento delle materie prime significano oggi occupazione per il futuro".

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