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27 dic 2021

Il caro energia ferma le fabbriche: "Più produciamo, più paghiamo"

Boom di ordini, ma le imprese lavorano in perdita: stop agli impianti per sopravvivere. Appello al governo

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L'assessore lombardo Guido Guidesi

Torbole Casaglia (Brescia) - Il malessere serpeggiava già da settembre, quando molte aziende energivore hanno visto ridursi il margine operativo lordo, eroso dal caro bollette. Ora molte imprese del manifatturiero, dalle fonderie a quelle di vetro, carta, ceramica e automotive, hanno deciso di fermare la produzione per qualche settimana, per evitare il tracollo. "Mai in quarant’anni di attività avrei pensato di poter migliorare il bilancio dell’azienda tenendola ferma per 40 giorni", racconta Enrico Frigerio, ad Fonderie Torbole Spa, che ha fermato la produzione fino a metà gennaio. "Abbiamo potuto farlo perché abbiamo i magazzini forniti. Così il nostro bilancio potrà migliorare, ma non quello dei miei dipendenti, né dello Stato che deve pagare la cassa integrazione".

Proprio dalla sede delle Fonderie di Torbole ieri si è levato il grido d’allarme dei settori energivori di Lombardia ed Emilia Romagna, a fronte delle bollette impazzite: a dicembre il prezzo dell’energia elettrica è cresciuto del 280% rispetto al valore di gennaio 2021 (+650% rispetto a gennaio 2020); per il gas, si parla di un +671% da novembre 2020 a novembre 2021. "Stavamo tornando a volumi importanti – ha sottolineato il presidente di Confindustria Brescia, Franco Gussalli Beretta – ma questo ci sta fermando". Una situazione ancora più paradossale se si pensa che le aziende hanno una quantità di ordini che non si vedeva da 10 anni.

"Non riusciamo a cavalcare la ripresa, perché più produciamo più paghiamo. Abbiamo due strade – ha sottolineato Flavio Zanardi, presidente Assofond – la morte istantanea, continuando a lavorare, o la morte differita, contraendo la produzione. Ci auspichiamo che arrivi una terza via". Un appello condiviso dalle altre categorie coinvolte, rappresentante da Roberto Vavassori (Anfia), Michele Bianchi (Assocarta), Giovanni Savorani (Confindustria Ceramica), Roberto Pierucci (Assovetro) e Davide Garofalo (Assomet). Secondo l’assessore lombardo allo sviluppo economico Guido Guidesi "i costi energetici rischiano di essere la Lehman Brothers del manifatturiero". Alle richieste arrivate dal mondo imprenditoriale e politico (in collegamento anche l’assessore allo Sviluppo economico di Emilia Romagna, Vincenzo Colla), ha risposo il senatore Matteo Salvini: "Entro la fine della settimana arriveranno proposte concrete dal Governo", ha assicurato.
 

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