Un aereo Emirates
Un aereo Emirates

Il gruppo Emirates chiude l'anno fiscale 2020-2021 in rosso per la prima volta dopo oltre 30 anni di attività, registrando una perdita di 6 miliardi di dollari a causa delle restrizioni provocate dal Covid. La sola compagnia aerea Emirates ha comunicato una perdita di 5,5 miliardi di dollari, rispetto a un utile di 288 milioni di dollari dell'esercizio precedente. In rosso anche Dnata, la società di handling del gruppo, che ha perso 496 milioni di dollari, rispetto a un utile di 168 milioni di dollari registrato nell'esercizio precedente. Risultati d'esercizio disastrosi che hanno costretto la compagnia aerea di proprietà del Governo di Dubai a provvedimenti drastici.

Via un terzo dei dipendenti

"La pandemia continua ad avere un tremendo impatto in termini di vite umane a livello sociale, economico e per tutto il settore aeronautico e dei viaggi», spiega nella nota lo sceicco Ahmed bin Saeed Al Maktoum, ceo del gruppo. "Per la prima volta nella storia del gruppo abbiamo attuato dei licenziamenti in ogni divisione aziendale: la forza lavoro complessiva del gruppo si è ridotta del 30,8%, scendendo a 75.145 dipendenti, rappresentanti di oltre 160 nazionalità diverse".

La compagnia 

La compagnia nasce nel marzo 1985 grazie al supporto economico della famiglia reale di Dubai e alla stretta collaborazione con Pakistan International Airlines. La compagnia fa parte del The Emirates Group, che a sua volta fa parte del Società per gli Investimenti del Governo di Dubai. Emirates, sin dalla fondazione, ha sempre avuto guadagni utili in positivo, tranne per il secondo anno di attività e il fattore di crescita annuale non è mai sceso sotto il 20%. Il governo ha ricevuto circa 1,5 miliardi di dollari dalla compagnia, da quando nel 1999 è iniziato il pagamento dei dividendi dovuti al versamento del capitale iniziale di 10 milioni, e all'investimento totale di circa 80 milioni di dollari al momento della nascita della compagnia aerea. Il Governo di Dubai, che è l'unico proprietario, non sovvenziona la compagnia né interviene in alcun modo sul suo funzionamento e sviluppo. A fronte dell'ultimo risultato d'esercizio però Il governo di Dubai ha conferma l’intenzione di aiutare Emirates 

Indipendente

Emirates non fa parte di nessuna delle tre maggiori alleanze globali: Oneworld, SkyTeam e Star Alliance e questo è anche uno dei motivi per cui le perdite non possono essere state spalmate su players diversi. Emirates continua a voler rimanere indipendente e preferisce stabilire accordi bilaterali con le singole compagnie come ha fatto con Qantas  piuttosto che entrare in un'alleanza globale. Comunque, il presidente Tim Clark non ha escluso cambi di strategia per il futuro: "Tutto è possibile, le cose stanno cambiando" e in futuro potrebbe aderire all'alleanza SkyTeam.

Sponsorizzazioni

Emirates è lo sponsor principale dell'Arsenal, del quale detiene i diritti d'immagine oltre ad aver battezzato il nuovo stadio dei gunners, l'Emirates Stadium, appunto. Emirates è anche lo sponsor di altri importanti club come ad esempio il Milan in Italia, l'Amburgo in Germania, l'Olympique Lione in Francia, il Benfica in Portogallo e il Real Madrid in Spagna. Il giorno 12 febbraio 2010, il Milan ha firmato un contratto della durata di 4 anni a partire dalla stagione 2010/2011 con l'opzione per il quinto anno. In Formula 1 è stato, per due stagioni, lo sponsor della McLaren-Mercedes ed in occasione della competizione velistica America's Cup 2007 ha supportato e supporta tuttora, nella ragione sociale, il team New Zealand. Nella stagione 2016, diventa main sponsor del Gran Premio del Giappone di Formula 1, mentre dalla stagione 2018 sponsorizza anche quello di Spagna e Germania. A novembre 2015, la compagnia aerea lancia in Italia un nuovo spot che coinvolge la TV e Internet a livello globale, scegliendo Jennifer Aniston per la nuova campagna, per un budget di 20 milioni di dollari