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21 gen 2022
21 gen 2022

Decreto sostegni, caro bollette: 5,5 miliardi dal Governo. Gli industriali: "Non basta"

Aiuti soprattutto per il mondo delle imprese. Buzzella, Confindustria Lombardia: "Riapriamo le centrali" 

21 gen 2022
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Il caro bollette incombe sull'industria
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Il caro bollette incombe sull'industria

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che da' nuovi sostegni ai settori in crisi per il Covid e alle imprese per alleviare il caro bollette. Con il provvedimento di oggi, il governo interviene nuovamente con un ulteriore 1,7 miliardi, per un totale nel periodo gennaio/marzo 2022 di 5,5 miliardi. Questo intervento odierno è maggiormente mirato a sostenere il mondo delle imprese. L'esecutivo era già intervenuto sul primo trimestre 2022 stanziando 3,8 miliardi al fine di mitigare il rincaro del costo dell'energia, in particolar modo per le famiglie. L'Italia ha stanziato finora 10,2 miliardi di euro per mitigare i rialzi del gas e dell'elettricita' (1,2 miliardi a luglio, 3,5 a ottobre e 3,8 nella legge di bilancio, 1,7 miliardi oggi). Per Confindustria Lombardia però i contributi non bastano.

Azzeramento oneri di sistema

La disposizione prevede che l'Autorita' di regolazione per energia, reti e ambiente - Arera, al fine di ridurre ulteriormente gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico, provveda ad annullare, per il primo trimestre 2022 con decorrenza dal 1 gennaio 2022, le aliquote relative agli oneri generali di sistema applicate alle utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 Kw, anche connesse in media e alta/altissima tensione o per usi di illuminazione pubblica o di ricarica di veicoli elettrici in luoghi accessibili al pubblico.

Contributo d'imposta per energivori

La norma è volta a garantire alle imprese energivore - ovvero per le aziende che consumano grosse quantità di energia - una parziale compensazione degli extra costi per l'eccezionale innalzamento dei costi dell'energia. Quelle che hanno subito un incremento del costo per KWh superiore al 30% al medesimo periodo dell'anno 2019, derivante dalla particolare contingenza dovuta dall'innalzamento dei costi dell'energia in questione, è riconosciuto un contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti. Il beneficio e' quantificato in misura pari al 15% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022.

Extraprofitti rinnovabili

La norma vincola gli operatori che stanno producendo energia senza sopportare gli effetti dell'eccezionale aumento del prezzo dell'energia versino una differenza calcolata tenendo conto di prezzi equi ante-crisi. Data la logica emergenziale a cui e' ispirato, l'intervento ha una durata limitata. A partire dal 1 febbraio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, sull'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW che beneficiano di tariffe fisse derivanti dal meccanismo del Conto Energia, non dipendenti dai prezzi di mercato, nonché sull'energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonte idroelettrica, geotermoelettrica ed eolica che non accedono a meccanismi di incentivazione tariffaria per differenza, è applicato un meccanismo di compensazione a due vie sul prezzo dell'energia affidato al GSE, il Gestore dei Servizi Energetici.

Gli altri settori

Il decreto interviene anche a sostegno dei settori che sono stati chiusi a seguito della pandemia o ne sono stati fortemente danneggiati, tra cui parchi tematici, ristorazione, catering, bar-caffè e alloggi turistici. Il governo non fornisce una quantificazione totale degli aiuti. Nella bozza figura inoltre uno stanziamento di 50 milioni nel 2022 e 100 nel 2023 per gli indennizzi di eventuali danni legati ai vaccini contro il Covid. Altri 50 milioni vanno a sostegno degli allevamenti di maiali, in difficolta' a causa del diffondersi della febbre suina.

Confindustria Lombardia

Il decreto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri per far fronte al caro energia rappresenta «un piccolo aiuto non risolutivo». Lo afferma il presidente di Confindustria Lombardia Francesco Buzzella secondo il quale "gli imprenditori si chiedono quali siano le ragioni che nel giro di pochissimi mesi hanno portato il costo, in particolare del gas, a un rincaro del 700%, rincaro che, ricordiamo, è solo ed esclusivamente europeo". "Per ammortizzare questi folli aumenti - spiega Buzzella - serve un piano di medio-lungo termine che preveda un reale aumento della produzione nazionale di gas oltre a decine di miliardi di scostamento". "Paradossalmente - sottolinea - i miliardi che servirebbero per calmierare i rincari andrebbero a compensare i fondi in arrivo del Pnrr per la transizione ecologica e, in attesa di soluzioni stabili, la prospettiva di riaprire le centrali a carbone non sembra più un'eresia se in gioco è la sopravvivenza del sistema industriale italiano".

 

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