Milano, 3 febbraio 2020 - Il Covid ha incrementato l'uso di internet e delle attività svolte attraverso il web. Smart working, e-commerce, servizi via internet e App (dalla pubblica amministrazione alla ristorazione a domicilio). E così sono aumentati anche gli attacchi informatici per creare danni alle aziende prese di mira o per lucrare. Il 2020 è stato un anno di emergenza anche sul fronte della cybersecurity, che ha incrementato del 4% il suo giro d'affari, con 1,37 miliardi di spesa delle imprese contro gli hacker.

Lo ha calcolato l'Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano. Per il 40% delle grandi
imprese, spiegano dal Politecnico, sono aumentati gli attacchi informatici rispetto all'anno precedente perché la diffusione improvvisa e capillare del remote working e del lavoro agile, l'uso di dispositivi personali e reti domestiche e il boom delle piattaforme di collaborazione hanno aumentato le opzioni di attacco a disposizione degli attaccanti.

Da qui, gli investimenti in cybersecurity, anche se l'impatto economico della pandemia ha costretto le imprese italiane a fronteggiare le sfide di sicurezza con budget ridotti. Il 19% ha diminuito gli investimenti in cybersecurity (contro il 2% del 2019) e solo il 40% li ha aumentati (era il 51% l'anno precedente). Ma per oltre un'impresa su due (54%) l'emergenza è stata un'occasione positiva per investire in tecnologie e aumentare la sensibilità dei dipendenti riguardo alla sicurezza e alla protezione dei dati.