Luigi Lovaglio, ad di banca Creval
Luigi Lovaglio, ad di banca Creval

Un altro stop ai francesi. Il ritocco all’insù fino a 12,2 euro ad azione per comprare la banca non basta al cda di Creval per ritenere “adeguata” l’offerta di Credit Agricole Italia. Il cda, pur ribadendo che l’integrazione di Creval con il gruppo Credit Agricole possa generare benefici per gli stakeholder coinvolti, rileva che l’aumento del corrispettivo a 12,2 (cum dividendo) non riconosca ancora in maniera adeguata il valore della Banca e non sia, pertanto, di per sé sufficiente a mutare le precedenti considerazioni e valutazioni espresse” nel comunicato del 28 marzo scorso.

Credit Agricole conferma i termini dell'offerta per Creval e ribadisce "la valenza strategica e industriale di una operazione che portera' crescita e benefici per i clienti, le imprese e il territorio, attraverso la creazione di un importante gruppo bancario italiano, preservando i comuni valori di fondo che contraddistinguono sia il Gruppo Cre'dit Agricole che il Gruppo CreVal". Quindi, "il corrispettivo di Euro 12,200 (cum dividendo) per azione, con l'integrazione di Euro 0,300 nel caso in cui sia superata la soglia del 90%, e cosi' per complessivi massimi Euro 12,500 (cum dividendo) per azione, e' da considerarsi finale e definitivo". 

Il cda del Creval evidenzia che il 28 marzo gli advisor finanziari BofA Securities e Mediobanca hanno rilasciato le rispettive fairness opinion in merito alla congruità del corrispettivo offerto, le cui considerazioni valutative e conclusioni “rimangono sostanzialmente valide e confermate”. La forchetta di valore di valorizzazione delle azioni espressa dai due advisor va da un minimo di 12,95 euro a un massimo di 22,7 euro, a seconda delle tipologie delle diverse metodologie prese in considerazione. Il cda rileva inoltre che il pagamento di un corrispettivo addizionale pari a 0,3 euro, che porterebbe il corrispettivo complessivo a 12,5 euro, “è comunque condizionato al raggiungimento di una partecipazione superiore al 90% del capitale sociale di Creval, pur rappresentando un apprezzabile ulteriore riconoscimento in favore degli azionisti che avvicinerebbe l’offerta ai valori minimi identificati dagli advisor finanziari”.

Ma, sottolinea il cda del Creval, l’offerente ha subordinato il pagamento del corrispettivo addizionale al raggiungimento di una soglia molto alta del capitale (tra l’altro maggiore della soglia a cui ha condizionato l’efficacia dell’offerta pari a 66,67%, parzialmente rinunciabile fino al 50%+1 azione) rendendo, pertanto, “incerto” il riconoscimento di tale componente incrementale di corrispettivo.
La struttura dell’offerta “pare quindi inidonea a consentire, in sede di adesione, una valutazione certa dell’ammontare complessivo offerto da parte degli azionisti, ai quali non è riservata una simmetrica facoltà di condizionare l’adesione al pagamento di tale corrispettivo addizionale”, conclude Creval.