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9 dic 2021

La mossa di Draghi contro il caro bollette (e per comprare nuovi vaccini): ecco le cifre

Il Consiglio dei ministri ha preparato un decreto che alza a 3,8 miliardi i fondi per contrastare il rincaro dell'energia

fabio lombardi
Economia
Mario Draghi
Mario Draghi

Roma, 9 dicembre 2021 - C'è un miliardo (che con quanto previsto in Manovra fa salire la cifra complessiva a 3,8 miliardi) per affrontare il caro bollette. Ma ci sono anche altri stanziamenti  per le ferrovie, per le forze dell'ordine e 1,85 miliardi per acquistare nuovi vaccini anti Covid. Ma c'è anche il tentativo di convincere i sindacati a disdire lo sciopero generale indetto (proprio sulle questioni fiscali) per il 16 dicembre. Sono i fondi inseriti nel Decreto legge uscito dal Consiglio dei ministri di oggi.

Aiuti per i fragili

Uno sforzo in più sulle bollette, per proteggere dai rincari soprattutto le famiglie più fragili: dopo avere più volte confermato in pubblico la disponibilità a intervenire, Mario Draghi vara una operazione in due step che consente di anticipare al 2021 alcune spese e liberare così nuove risorse nel 2022 che andranno, tra l'altro, a rafforzare la dote contro gli aumenti dei prezzi di luce e gas.

Mano tesa a sindacati e famiglie

Un segnale per rispondere a una delle preoccupazioni crescenti tra le famiglie, che nella maggioranza si confida sia colto anche dai sindacati, che al momento confermano lo sciopero del 16 dicembre nonostante lo stop del Garante.

I soldi contro il caro bollette

In tutto contro il caro-bollette per il primo trimestre dell'anno si dovrebbe arrivare quindi a uno stanziamento di 3,8 miliardi, come ha spiegato ai colleghi il ministro dell'Economia Daniele Franco, nel corso del Cdm che ha varato il decreto legge con «misure urgenti finanziarie e fiscali».

Le cifre complessive

Ma per avere le cifre definitive bisognerà aspettare la scrittura dell'emendamento del governo alla manovra - atteso per l'inizio della prossima settimana in Senato - che concretizzerà l'intesa sul taglio delle tasse, la decontribuzione e l'aumento dei fondi per le bollette.

Dove trovare i soldi

Intanto è arrivata la prima mossa, una operazione di «ingegneria finanziaria» complessa, preparata negli ultimi giorni dal premier insieme al ministro dell'Economia - entrambi profondi conoscitori della macchina dei conti pubblici - ma che produce un risultato semplice: si anticipano al 2021 alcune spese, visto che a fine anno alcuni fondi risultano avanzati, e si liberano così spazi fiscali per il 2022.

Soldi per Ferrovie e vaccini

In consiglio dei ministri il premier porta quindi un decreto legge che utilizza diversi fondi non spesi - a partire ad esempio dai 497 milioni che restano per l'assegno temporaneo per i figli dei lavoratori autonomi - per dare subito 1,4 miliardi a Rfi per gli investimenti sulla rete e 1,85 miliardi alla struttura del commissario Figliuolo per l'acquisto di vaccini e medicinali anti-Covid. Il decreto vale in tutto 3,3 miliardi e stanzia subito anche 49 milioni per gli straordinari delle forze dell'ordine impegnate sul fronte dell'emergenza.

La riforma dell'Irpef

L'impiego di questi fondi «liberati», che serviranno per le bollette ma anche per confermare la decontribuzione per i redditi medio bassi per 1,5 miliardi, arriverà invece nei prossimi giorni attraverso l'emendamento del governo alla manovra che potrebbe anche inglobare altri temi, se si dovessero chiudere le intese di maggioranza. L'emendamento recepirà l'accordo sul taglio delle tasse, indigesto Cgil e Uil, che proprio a partire dal fisco hanno proclamato lo sciopero generale: l'intesa, raggiunta a fatica coi partiti della maggioranza, non dovrebbe subire variazioni e dovrebbe destinare a taglio e rimodulazione delle aliquote Irpef 7 miliardi e un altro miliardo alla riduzione dell'Irap.

Il tesoretto

Altro discorso è quello delle bollette: tutti i partiti premevano per fare di più e il premier aveva più volte detto che il governo era pronto a intervenire. In manovra ci sono 2 miliardi, cui si era già stabilito di aggiungere altri 800 milioni (500 dal 'tesorettò del taglio delle tasse e altri 300 dalle pieghe del bilancio dopo che era saltata l'idea del contributo di solidarietà sui redditi alti congelando la riforma dell'Irpef). Ora, grazie a questa nuova operazione contabile, si arriva a un ulteriore miliardo in più che porta la dote complessiva a 3,8 miliardi che andranno, ancora una volta, a ridurre gli oneri di sistema per calmierare i prezzi delle bollette. Si tratta anche «di un segnale di apertura» ai sindacati, osserva Loredana de Petris di Leu, uno dei partiti di maggioranza più sensibili ai temi sollevati dai rappresentanti dei lavoratori. Mentre dal centrodestra, come fa il ministro Mariastella Gelmini, si sottolinea al contrario che si tratta di uno «sforzo senza precedenti» che rende ancora più «incomprensibile» la scelta dello sciopero generale. 

Luce e gas carissimi

Bollette luce e gas 2022, l'incubo della stangata è ormai dietro l'angolo. Senza un intervento del Governo, impegnato a reperire le risorse necessarie da inserire nella legge di Bilancio, gli italiani dal prossimo anno dovranno sostenere costi molto più alti per la fornitura di energia. Secondo gli esperti di Nomisma, al primo gennaio la bolletta del gas avrà un balzo del 50%, quella dell'elettricità tra il 17% e il 25%. Aumenti da capogiro causati dalle forti tensioni nei prezzi dell’energia sui mercati internazionali. Tensioni che avranno così un impatto inevitabile sul prossimo aggiornamento tariffario che sarà deciso da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

La stangata

L'allarme rincari è stato lanciato anche dall'associazione Consumerismo, che spiega come i possibili aumenti andranno ad aggiungersi a quelli già scattati nel corso del 2021. La spesa della famiglia "tipo" per le bollette di luce e gas potrebbe raggiungere il record di 3.368 euro all’anno, con un incremento di 1.227 euro rispetto alla spesa sostenuta nell’ultimo anno. "Un quadro che avrebbe un impatto fortissimo sulle tasche degli italiani e rappresenterebbe un massacro per le famiglie, trattandosi di spese primarie irrinunciabili", la denuncia Consumerismo. Per l'associazione, "il Governo deve intervenire con urgenza, reperendo risorse per almeno 10 miliardi di euro utili a contrastare rincari e speculazioni ed evitando la maxi-stangata che sta per abbattersi sui consumatori".

I rincari nel dettaglio

Nel 2021, a causa dei rincari tariffari, ogni famiglia italiana si ritrova a spendere per la luce in media 783 euro e per il gas 1.358 euro, analizza sempre l'associazione Consumerismo. Considerando le attuali quotazioni dell’elettricità e del gas, e in assenza di un intervento del Governo, nel 2022 la spesa per la bolletta della luce salirebbe a 918 euro a nucleo (+135 euro annui) e quella per il gas addirittura a 2.450 euro (+1.092 euro annui), con un incremento totale di 1.227 euro annui a famiglia (in caso di prezzi costanti tutto l’anno).

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