Roma - Decreto Sostegni: governo al lavoro per gli ultimi ritocchi al documento che l'esecutivo sta elaborando per correre in aiuto delle categorie in difficoltà a causa della pandemia. Il decreto sarà portato oggi in consiglio dei ministri, nel frattempo slittato alle 16. Sul fronte occupazione nelle bozze è presente lo stop ai licenziamenti individuali e collettivi fino a giugno. Il decreto preclude infatti l'avvio delle procedure previste dalla legge 223 fino al 30 giugno. Successivamente a questa data, dal primo luglio al 31 ottobre 2021, il divieto ai licenziamenti è previsto per le aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione Covid.

Come ottenere i contributi

Se la discussione sui contenuti è ancora in corso, è già quasi pronta la piattaforma che gestirà i contributi a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni. La bozza del decreto, in discussione al Consiglio dei ministri, prevede che le domande siano presentate "esclusivamente in via telematica". Come funzionerà il meccanismo? Le richieste saranno raccolte dal sito creato da Agenzie delle entrate e Sogei, che verrà messo online entro pochi giorni dall'entrata in vigore della legge. Al momento non si sa ancora quale sarà il nome del sito o l'indirizzo, che dipendono dalla decisione del governo. E la "struttura" informatica dell'erogazione è già pronta. Secondo quanto è stato anticipato dall'agenzia Agi, la piattaforma è stata pensata in modo da evitare che ci siano crolli improvvisi del sistema causati dall'eccesso di richieste durante i primi giorni in cui si potranno presentare le domande. Il sistema è fatto di tre "camere" virtuali che accompagneranno i cittadini attraverso i tre passaggi necessari per inserire la domanda 

Previdenza e scuola

Spulciando qua e là, fra indiscrezioni ed erogazioni ormai quasi sicure, spuntano un miliardo e mezzo di euro per sovvenzionare l'esonero dei contributi previdenziali dovuti da lavoratori autonomi e professionisti che "abbiano percepito nel periodo d'imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro e abbiano subito un calo del fatturato, o dei corrispettivi nell'anno 2020 non inferiore al 33%, rispetto a quelli dell'anno 2019". Beneficiari della misura saranno gli iscritti alla gestione separata dell'Inps, gli associati agli Enti di previdenza privati e privatizzati e gli iscritti alle gestioni speciali dell'Ago (Assicurazione generale obbligatoria). Verrà poi rifinanziato con 150 milioni il fondo per il funzionamento delle scuole. I fondi serviranno per l'acquisto di dispositivi di protezione e materiali per l'igiene individuale e degli ambienti e per "specifici servizi professionali per il supporto e l'assistenza psicologica e pedagogica" a studenti e personale scolastico. Incrementato di 150 milioni anche il "fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa", anche per il periodo tra la fine delle elezioni e l'inizio dell'anno scolastico 2021-2022.

Settori in difficoltà

Ristori: presto e bene. Questo è sempre stato l'obiettivo dichiarato dal governo Draghi. E nel decreto sostegni sono compresi, almeno nella bozza, ristori dal 20 al 60% delle perdite per le attività con fatturato fino a 10 milioni di euro, da un minimo di mille euro ad un massimo di 150mila. L'ammontare della perdita è calcolato sulla base della media mensile 2020 sul 2019. In tutto 44 articoli nel decreto che estende anche precompilata Iva al debutto quest'anno: l'avvio sperimentale del processo di predisposizione da parte dell'Agenzia delle Entrate delle bozze dei registri Iva e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche è rinviato alle operazioni effettuate dal primo luglio.  Il decreto stanzia inoltre 2,5 miliardi di euro per il fondo per l'esonero contributivo di autonomi e partite Iva per il 2021. Sempre nel decreto sostegni sarebbe in arrivo un fondo di 200 milioni da ripartire tra le regioni e le province autonome da destinare ai settori più colpiti dall'impatto della pandemia, compresi il comparto del wedding e le imprese esercenti attivita' commerciali e ristorazione nei centri storici. Ci sono poi 700 milioni da ripartire per le zone di montagna che hanno sofferto la chiusura degli impianti a causa dell'emergenza Covid.

Cartelle esattoriali

Resta acceso il confronto in maggioranza sullo stralcio delle cartelle esattoriali fino ai 5.000 euro. Sarebbe questo il motivo dello slittamento della riunione del consiglio dei ministri. Nella nuova bozza  destinata ad approdare a Palazzo Chigi resta confermata l'ipotesi circolata dello stralcio delle  cartelle esattoriali pre-2015 fino a 5.0000 euro. Tuttavia, secondo quanto si apprende da fonti di governo, il tema è tuttora aperto e sarà affrontato direttamente in Consiglio dei ministri. La Lega spinge per ampliare le maglie dell'operazione ma anche M5S e Forza Italia puntano alla cancellazione integrale del magazzino fiscale. Mentre Pd e Leu bocciano qualsiasi forma di condono e sono favorevoli, così come Iv, a una pulizia del magazzino più selettiva che stralci i crediti esattoriali inesigibili perché collegati a imprese fallite o contribuenti defunti.