Milano, 19 febbraio 2021 - Due piazze storiche di Roma e Milano invase da lavoratrici e lavoratori del settore del gioco pubblico. Un comparto in ginocchio, stremato dalle reiterate chiusure delle attività, si è riversato in piazza del Popolo e piazza Duomo per gridare a gran voce, ma con estrema civiltà, la necessità impellente di riaprire.

La partecipazione, in entrambe le città, è stata imponente e caratterizzata da una massiccia adesione al femminile. Si tratta infatti di una realtà che tira in ballo oltre 150mila lavoratori e circa 75mila imprese, fiaccate da un blocco che sta scaraventando tanti sul baratro del fallimento. Riuniti per la prima volta quindi i lavoratori di tutto il comparto per protestare sotto la bandiera di "Lavoratori del gioco legale" per chiedere a gran voce la riapertura immediata delle attività nelle regioni in regime di zona gialla, nel rispetto dei rigidi protocolli anti Covid già adottati da oltre 8 mesi e la convocazione di un tavolo di confronto tra governo, Regioni ed associazioni di categoria per trovare una soluzione ai diversi problemi che gravano sul settore tra i quali la questione territoriale e l'accesso al credito. I lavoratori rivendicano, come si legge in una nota, "la dignità di un comparto che rappresenta il presidio più efficace contro il gioco illegale a tutela dello Stato e dei cittadini".

"E' necessario che la politica, con il nuovo Governo, ascolti la richiesta di aiuto delle lavoratrici e dei lavoratori del gioco pubblico, settore fermo complessivamente per otto mesi. Oggi abbiamo avvertito il dovere di far sentire la nostra vicinanza agli oltre 150mila operatori del settore, più l'indotto che chiedono semplicemente di tornare a lavorare per mantenere le famiglie e vivere con dignità. La chiusura delle loro attività ha gettato tantissimi nella disperazione. Oggi in Piazza del Popolo a Roma e in Piazza Duomo a Milano si respirava una fortissima sofferenza, perché per molte imprese il fallimento è vicino e iniziano a mancare i soldi per le spese più elementari e basilari. Il settore può e deve ripartire subito, anche perché esistono protocolli sanitari che garantiscono piena sicurezza ai lavoratori e agli utenti", sottolinea Geronimo Cardia, presidente dell'Associazione Concessionaria Giochi Pubblici (Acadi).