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10 mag 2022

Bando 5G deserto, l'allarme dei Comuni montani e rurali: "Così veniamo tagliati fuori"

Nessuna offerta nonostante finanziamenti pubblici fino al 90% dell'investimento, i più alti mai concessi dalla Ue. Così aumenta il digital divide

10 mag 2022
Alpine chain seen from the village of Chamois, on a sunny day in summer.
Chamois, paese di montagna della Valle d'Aosta
Alpine chain seen from the village of Chamois, on a sunny day in summer.
Chamois, paese di montagna della Valle d'Aosta

Nonostante una quota di finanziamenti pubblici pari al 90% dell’investimento, la percenuiale di sussidio pubblico più alta mai concessa dalla Commissione europea per il settore delle reti mobili, il bando per il 5G nelle cosiddette aree bianche è andato deserto. Sul piatto, il Governo aveva messo 974 milioni per la realizzazione di nuovi siti radiomobili 5G in oltre duemila aree "a fallimento di mercato" (quelle dove con ogni probabilità non è previsto un ritorno economico per gli investitori).

Non è servita neppure la proroga, dal 27 aprile al 9 maggio. "Nonostante il Governo abbia fatto il massimo sforzo possibile per coprire il digital divide nelle aree più remote, non hanno ricevuto offerte i 6 lotti relativi alla densificazione delle aree 5G a fallimento di mercato per le quali erano previsti finanziamenti pubblici pari al 90% dell'investimento", ha annunciato è il ministro per la Transizione digitale, Vittorio Colao, in una nota sull’andamento delle gare per la connettività fissa e mobile previste nell’ambito del piano Strategia Italia Digitale 2026.

Un duro colpo per tante comuità locali, alcune delle quali a rischio spopolamento, in particolare quelle montane. "Non possiamo accettare che vengano tagliati fuori i nostri territori - commenta Marco Bussone, presidente Uncem (Unione nazionale comune comunità enti montani) - chiediamo al ministro Colao un immediato intervento per evitare che questo mancato impegno degli operatori si traduca in nuovi divari. Dopo il caos che i Comuni continuano a vivere sul Piano Banda ultralarga in corso, drammaticamente inefficace per colmare i divide e in un ritardo assurdo, ora non possiamo subire conseguenze negative rispetto al 5G e alle reti mobili. Il ministero dell'Innovazione, il Misee e Palazzo Chigi trovino una soluzione per dare a tutto il territorio le adeguate soluzioni tecnologiche infrastrutturali, compresi 5G e 6G. Siamo già in ritardo. Eccessivo ritardo, a danno dei Comuni e delle comunità che risiedono nei territori montani, rurali, interni d'Italia. Non è questo il Pnrr che vogliamo e che possiamo permetterci".

 

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