CESSIONE AI TEDESCHI

Per Alitalia ritorna in pista Lufthansa. La compagnia aerea italiana va verso la cessione di asset prima allo Stato e poi a Lufthansa. Alitalia metterebbe nella sua controllata Cityliner aerei, immobili e marchio. Poi l`ingresso del ministero dell'Economia che in questo modo vedrebbe rimborsato il suo credito. Infine, l`arrivo tra i soci dell`operatore tedesco.

Sarebbe questo, secondo quanto riportano i quotidiani "la Repubblica" e "La Stampa", il nuovo piano sul tavolo del governo Draghi.  Si starebbero valutando le possibili soluzioni per tenere in piedi il progetto, riducendo al minimo i disagi per i dipendenti e, soprattutto, cercando da un lato di accontentare l'Europa che chiede discontinuità tra vecchia e nuova società e dall`altro provando a mettere la nuova compagnia su un percorso sicuro e duraturo.  

PIANO IN TRE DISTINTE FASI

Il piano prevede tre fasi, scrive Repubblica. Il primo vede come protagonista il commissario Giuseppe Leogrande, che potrebbe conferire a un`altra società e poi al Mef tutti gli asset della vecchia Alitalia, dagli aerei agli immobili, al marchio, compresi i punti Millemiglia, le rotte oltre a una parte rilevante del personale. Si ipotizza una cessione di tutti questi beni a Cityliner.

Sarebbero inclusi una parte degli aerei, circa 5.500 lavoratori e tutte le attività di volo, manutenzione e handling  Nella seconda fase Cityliner verrebbe ceduta al Mef. Una volta conferiti questi asset e il personale al Mef, il ministero dell'Economia potrebbe a sua volta affidare a Cityliner il compito di ripartire in tempi brevissimi visto che la licenza è già operativa. Come opzione si potrebbe ricorrere alla creazione o all`utilizzo di una società ad hoc. Per esempio, Ita la neonata newco che avrebbe dovuto inglobare Alitalia nei piani del governo Conte. Questo terzo ed ultimo passaggio è propedeutico all`ingresso di Lufthansa nel capitale di Cityliner nei modi e nelle percentuali tutte ancora da scrivere. I prestiti saranno restituiti allo Stato attraverso Cityliner soddisfando così le richieste dell'Europa, mentre gran parte dei dipendenti, circa 5.500, saranno salvi.