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Editoriale

Quelli che guidano con il cappello

enrico fovanna

C’era una volta l’uomo che guidava con il cappello. Di solito anziano, un po’ distratto, o nel panico all’idea di doversi divincolare nel traffico, veniva preso in giro e additato come esempio di scarsa disinvoltura al volante. Poi è arrivata una nuova figura a oscurarne il mito. L’uomo solo in auto, che guida con la mascherina Ffp2 ben stretta sul viso. Gli ingenerosi epitteti sono un po’ gli stessi, ma in questo caso potrebbe anche trattarsi di distrazione. Uno esce da un negozio e si infila nell’abitacolo, poi parte di corsa. Ma quel che risulta indigesto sono gli improperi contro le persone che continuano a mettere la mascherina nei luoghi chiusi, come supermercati, bar o palestre, anche a fine divieto. Domanda: la legge non ci obbliga più a portarla, ok. Ma se qualcuno vuole farlo, perché si sente più tranquillo, a voi, esattamente, che fastidio dà? Cosa sottrae, di preciso, quel gesto alle vostre vite?

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enrico fovanna