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24 lug 2022
Editoriale

Un treno chiamato desiderio

enrico fovanna

Uno si impegna anche a non inquinare, privilegiando i mezzi pubblici. Magari metrò o passante, per evitare i forni degli abitacoli di bus e tram. Ma niente. Il caldo, è sceso anche lì. Nelle viscere della città. E non bastasse la notizia che da  sabato il passante è stato chiuso fino a martedì in alcune tratte, causa una rotaia usurata che ha danneggiato le ruote di ben 35 treni, anche il metrò ora deve alzare bandiera bianca. Rallentando, certo, non bloccando del tutto la circolazione. Il motivo? Un tempo ci avrebbe fatto sorridere, oggi un po’ meno. 
E’ successo ieri pomeriggio sulla linea: una scelta imposta dai protocolli di sicurezza ferroviaria, che impongono limiti di velocità ai treni quando le rotaie superano una temperatura critica. Per precauzione, dunque, i treni hanno viaggiato a marcia ridotta sulle tratte all’aperto della linea, dove binari e rete elettrica erano esposti all’ondata di caldo record. Con tanto di conseguenze sui maggiori tempi di viaggio. Insomma, con il clima africano, anziani e persone fragili possono almeno rifugiarsi nei supermercati. I treni non trovano più refrigerio nemmeno nel sottosuolo.

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enrico fovanna