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20 ott 2021
andrea spinelli
Cultura
20 ott 2021

Al Conservatorio torna la magia jazz di Paolo Fresu

Il musicista sardo racconta i dieci anni dell’etichetta con il linguaggio del cinema: un viaggio fra indipendenti

20 ott 2021
andrea spinelli
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Paolo Fresu
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Paolo Fresu

Milano -  L’anno scorso Paolo Fresu aveva raccolto con slancio l’idea festeggiare il decennale di Tűk, la sua etichetta discografica, sotto l’egida di JazzMi. Poi, però, il mondo s’è fermato prima che riuscisse ad andare in scena. Ma “da sardo testardo e concreto”, come si definisce con il sorriso sulle labbra, il trombettista di Berchidda non s’è certo perso d’animo e torna nell’edizione 2021 - al via questa sera al Blue Note col doppio set di Richard Bona e Alfredo Rodriguez - pronto a festeggiare 10 anni + 1.
Fresu, gli altri appuntamenti in cartellone dedicati a Tǔk sono tre.
"Il 23 ottobre, alle 18, presentiamo al Volvo Studio la mostra delle copertine degli album editi dalla Tǔk seguita, alle 20.30 dal concerto del Trio di Sade Mangiaracina. Alle 21.40 proiezione all’Anteo di ‘Tǔk Ten’, il film sui dieci anni dell’etichetta, mentre domenica 24, alla Sala Verdi del Conservatorio, proponiamo ‘Around Tǔk’, concerto modulare sotto la mia direzione che di volta in volta che racconta i suoni dell’etichetta con l’esibizione alcuni dei suoi artisti. Per l’occasione, nei miei panni di direttore, ho puntato sulla stessa Mangiaracina, su Dino Rubino, su Raffaele Casarano, su Enrico Morello e altri ancora".


Perché ha scelto il cinema per raccontare il decennale?
"L’idea me l’ha suggerita JazzMi. Quando un anno fa decidemmo di festeggiare l’anniversario, infatti, Luciano Linzi, uno dei direttori della rassegna, mi chiese se per caso avessimo pure un documentario da proiettare. Risposi di no, ma mi misi al lavoro coinvolgendo Roberto Minini-Meròt, autore nel 2014 di un film su di me intitolato ‘365, Paolo Fresu il tempo di un viaggio’. Il risultato è un’opera che punta l’obiettivo sulla filiera della mia musica transitata sullo schermo di Visioni dal Mondo, il festival di Maurizio Nichetti".
Cosa racconta “Tǔk Ten”?
"Ripercorre 10 anni dell’etichetta, mettendo a fuoco la realtà discografica indipendente. Si parla di registrazione, stampa, digitale, scelte iconografiche, con artisti amici come Ornella Vanoni o Giuliano Sangiorgi. Siccome abbiamo realizzato tutto durante il lockdown, i contributi sono stati realizzati da ognuno a casa propria con telefonini ed altri mezzi di fortuna".
Dal 2 al 7 novembre sarà al Carcano con Tango Macondo.
"Un’opera teatrale con la regia di Giorgio Gallione che, oltre ai musicisti, vede in scena quattro danzatori e tre attori, tra cui Ugo Dighero, imperniata sulla letteratura onirica. Si parte da un testo sardo di Salvatore Niffoi intitolato ‘Il venditore di metafore’ per arrivare ad opere di Marquez e di Borges. Debuttiamo al Comunale di Bolzano il 28 ottobre per poi rimanercene in tour fino ad inizio 2022. Con Tǔk pubblicheremo pure un disco di questo spettacolo teatrale".

Quindi si abbina ad un progetto discografico.
"Sì, impreziosito dalla partecipazione di tre ospiti importanti, interpreti di altrettanti tanghi, quali Elisa, Malika Ayane e Tosca. Non partecipano allo spettacolo, ma al disco sì".
In mezzo troverà tempo per altro?
"Sì, per qualche concerto in Francia, ma anche per un progetto natalizio attinto da un mio vecchio album intitolato, appunto, ‘Jazz in Christmas’ che porterò in scena accompagnato dal bandoneonista Daniele Bonaventura e dalla violoncellista di origini persiane Leila Shirvani. Intanto con Tǔk pubblichiamo ‘PopOff!’ rivisitazione jazz, con Cristina Zavalloni ed altri, di alcune canzoni ‘storiche’ dello Zecchino d’Oro".

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