Edoardo Bennato
Edoardo Bennato

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Milano - «Arriverà l’estate anche per te, è solo una questione di stagioni e di tempo. O di persone" rifletteva Omero nell’Odissea. E per Milano l’uomo del Solstizio quest’anno è Edoardo Bennato, testimonial nazionale della Festa della Musica, in concerto gratuito stasera alle 21.30 al Castello Sforzesco. Come sottolinea pure la diretta su RaiPlay dello spettacolo al Cortile delle Armi, infatti, quest’anno Milano e Parma (Capitale italiana della cultura 2021) hanno idealmente la testa di una celebrazione speciale, che coinvolge 575 città di tutta la penisola per lanciare un segnale di ripresa nella speranza che sia quello giusto. Prendendo in prestito la metafora usata dal "pazzaglione, saltimbanco, cantautore" napoletano per parlare di Bagnoli e del suo Sud nell’ultimo singolo "La bella addormentata", un "bacio" capace di risvegliare tutti dal torpore.
Edoardo, cosa rappresenta per lei questa Festa della Musica?
"L’anno scorso sono riuscito a suonare al Teatro Antico di Taormina, al Pistoia Blues Festival, all’Arena di Verona, però mi auguro che inizi un’era in cui si possa riprendere a suonare con continuità per tutti coloro che lavorano nel campo della musica e dello spettacolo in genere. È vero, non sono tutte rose e fiori, e ci sono delle priorità, ma arte e cultura danno il loro contributo ed è quindi giusto che io partecipi attivamente all’iniziativa, fra l’altro in una città come Milano che m’ha adottato e m’ha fatto laureare".
In cosa consiste per lei questa specialissima serata al Castello Sforzesco?
"Nel fare uno spettacolo che sia ‘spettacolare’.
E non si tratta solo di un gioco di parole.
La gente è abituata ormai a vedere i videoclip alla tv e sugli iPhone, quindi riabituarla a vedere un concerto di due ore dal vivo significa stimolarla con tante situazioni differenti: esibendomi ora col quartetto d’archi ora ‘one man band’, ora col gruppo rock ora con un soprano, alternando brani rossiniani e cantautorali o rock".
È stato il ministro della cultura Dario Franceschini in persona ad annunciare che lei sarebbe stato il testimonial nazionale di questa giornata.
"Proprio un anno fa di questi giorni ci siamo incontrati a Roma al ministero e, debbo dire, eravamo un po’ più ottimisti sulle possibilità di ripartenza di questo 2021.
È passato un altro anno e con Franceschini siamo ancora qua a guardare avanti con fiducia, anche perché ci sono tanti progetti musicali da realizzare".
Il ministro è un suo estimatore?
"Presentando questa Giornata della Musica s’è detto legato al nostro primo incontro, quando all’inizio degli anni Novanta m’improvvisai musicista di strada al Buskers Festival di Ferrara e si creò un assembramento tale da comportare l’interruzione del concerto".