Brescia, 31 maggio 2016 - Da ieri Christo, al secolo Vladimirov Yavachev, ha finito di lavorare ai bozzetti di “The Floating Piers”: l’installazione che sta rendendo il lago d’Iseo la capitale mondiale dell’arte contemporanea. Di lui, della moglie Jeanne- Claude (ora defunta ma a lungo sua compagna di lavoro oltrche di vita) e del loro progetto artistico racconterà la mostra “Christo and Jeanne-Claude as seen by Wolfgang Volz”, organizzata dalla Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio di Brescia, Cremona e Mantova in stratta collaborazionje con il Comune di Sulzano. A curare la rassegna , uno degli eventi collaterali più attesi, è l’architetto Renato Gentile, che ha voluto celebrare non solo Christo e Jeanne-Claude, ma anche il fotografo ufficiale della coppia: Wolfgang Volz, che dagli anni 70 fotografa ogni capolavoro del geniale duo. Spesso marito e moglie sulle sue immagini hanno disegnato bozzetti e progetti. «La fotografia nel caso della land art – ha commentato il Soprintendente Giuseppe Stolfi – è il modo di fermare l’opera nel tempo. La land art modifica il paesaggio anche in modo evidente, ma lo fa per un periodo determinato. Poi non lascia tracce Gli scatti sono determinanti per fissarne l’immagine e lasciarla ai posteri».

Per questo motivo il Ministero dei Beni Culturali ha voluto regalare agli italiani e non solo quello che a tutti gli effetti appare come un’opera d’arte nell’opera d’arte. Lo scenario è incredibile. Perché la mostra troverà posto all’interno della costruzione “Le Palafitte”: una struttura costruita anni fa a Sulzano direttamente sulle acque del Sebino, con le pareti prevalentemente fatte da vetrate. Da tempo l’immobile, che fa capo al Demanio, è sotto sequestro giudiziario. Il Comune e il sindaco Paola Pezzotti sono riusciti ad ottenerne l’affidamento temporaneo. «Questo è servito a ripristinarne le condizioni – ha sottolineato Pezzotti - a renderlo nuovamente fruibile e non posso che ringraziare la soprintendenza». «Il luogo è unico – ha dichiarato Wolgang Volz – e non esito a dire che questa è la più scenografica e senz’altro tra le più emozionanti tra le mie esposizioni non solo per il tema scelto ma anche per la location. L’effetto sarà di estrema sensualità».

In rassegna una ventina di fotografie. Racconteranno altrettante opere d’arte di Christo e Jeanne – Claude. «Si tratta di un excursus affascinante – ha rimarcato l’architetto Renato Gentile – che andrà dalle opere degli anni 60 e in particolare da “Wall of Oil Barrels” fino a “The Mastaba”, passando naturalmente per “The Floating Piers». Si osserveranno le immagini che hanno reso immortali opere come “The Umbrellas” o “The Pont Neuf wrapped”. Ci sarà spazio anche per due installazioni tutte italiane: quella con cui Christo nel 1970 impacchettò una delle statue più amate di Milano: “Wrapped to Vittorio Emanuele”. Nel 1974, invece, per quaranta giorni coprì un tratto delle Mura Aureliane a Roma, avvolte con del polipropilene e della corda. La mostra dall’11 al 17 giugno e dal 4 al 10 luglio sarà aperta dalle otto alle 22. Durante il periodo di The Flaoating Piers resterà aperta 24 ore su 24. Dalle Palafitte si potrà vedere “The Floating Piers”. L’ingresso sarà gratuito.