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22 giu 2022

Brescia, riecco Emilio Isgrò: "Cancellare per salvare la speranza"

Il grande artista torna con “Isgrò cancella Brixia”, una grande mostra diffusa in programma fino all’8 gennaio 2023

22 giu 2022
federica pacella
Cultura
Emilio Isgrò, Isgrò cancella Brixia, Brescia,22 giugno 2022. Ansa Davide Brunori
Emilio Isgrò
Emilio Isgrò, Isgrò cancella Brixia, Brescia,22 giugno 2022. Ansa Davide Brunori
Emilio Isgrò

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Brescia - "Cancellare non per uccidere o censurare, come pretende la Cancel Culture, ma soprattutto per preservare sotto l’inchiostro quelle parole di speranza e di fiducia che oggi mancano al mondo". Emilio Isgrò, considerato tra gli innovatori del linguaggio artistico italiano del secondo dopoguerra, padre indiscusso della cancellatura, un atto che cominciò a sperimentare nei primi anni Sessanta e che ancora oggi mantiene la stessa vivacità e audacia creativa, presenta “Isgrò cancella Brixia“, progetto espositivo che si apre oggi a Brescia, fino all’8 gennaio 2023. Questa originale ricerca sul linguaggio lo ha reso una figura pressoché unica nel panorama dell’arte contemporanea internazionale protagonisti. È, infatti, il 1964 quando l’autore inizia a realizzare le prime opere intervenendo su testi, in particolare le pagine dei libri, coprendone manualmente una grande parte sotto rigorose griglie pittoriche.

L’evento, promosso da fondazione Brescia Musei, Comune di Brescia in collaborazione con Archivio Emilio Isgrò, Arte Sella, Ctb, Gruppo Brescia Musei, condurrà la città verso l’appuntamento di Capitale della Cultura 2023. "Un percorso – illustra il curatore Marco Bazzini - che costruisce un dialogo tra l’archeologia e l’arte contemporanea, tra la cultura classica e la sua persistenza nel nostro tempo con opere, tutte di dimensioni ambientali, appositamente ideate e realizzate dall’artista per quest’occasione, in dialogo con i suggestivi spazi che le ospitano". Il percorso copre idealmente lo spazio monumentale interessato dal corridoio Unesco, dal Parco Archeologico al museo di Santa Giulia. La rassegna prende avvio nella sala centrale del Capitolium, vero e proprio museo epigrafico che ospita l’opera Le api di Virgilio, spettacolare installazione, realizzata con le tecniche digitali di videompapping, in cui una moltitudine di api in volo cancellano le iscrizioni presenti sulle epigrafi romane.

Entrando nel Museo di Santa Giulia, il chiostro rinascimentale ospita L’armonium delle allodole impazzite, enigmatico e monumentale strumento musicale (che resterà a Brescia anche dopo la mostra) sul cui perimetro corre una sequenza di tasti di pianoforte, mentre risuona l’aria della Casta diva di Vincenzo Bellini. Il percorso prosegue nelle sale del museo con l’inedito ciclo di dipinti Brixia come Atene. Tredici grandi tele, dove le pagine illustrate di un libro sulla vita quotidiana di un’antica polis greca sono state cancellate in bianco. Parte integrante del percorso sono anche Incancellabile Vittoria, installazione monumentale realizzata dall’artista nel 2020 nella stazione Fs della metropolitana di Brescia, e il dramma scritto da Isgrò, “Didone Adonàis Dòmine“.

Ieri sera la prima, nel Teatro romano, mentre dopo le repliche (oggi e domani, l’1,2 e 3 luglio), la ripresa integrale dello spettacolo sarà proposto nelle sale di mostra del ‘Santa Giulia’.

 

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