Parrucchieri chiusi in zona rossa. E' questa una delle novità del nuvo Dpcm licenziato dal governo Draghi. Una disposizione diversa rispetto alle direttive degli ultimi Decreti del presidente del consiglio dei ministri del precedente governo Conte che, anche in zona rossa, permettevano ai parrucchieri di rimanere aperti. Saracinesche alzate che non avevano comunque mancato di generare polemiche visto che molti artigiani avevano comunque deciso di chiudere vista l'impossibilità da parte della maggior parte dei clienti di raggiungere i saloni. E da lunedì diverse regioni entreranno in zona rossa mentre altre diventeranno gialle. Queste ultime, vista la curva dei contagi in salita, temono nel futuro prossimo di dover addirittura diventare zone rosse. E siccome le disposizioni del nuovo Dpcm resteranno in vigore fino al 6 aprile, dunque dopo Pasqua (che quest'anno cade il 4 aprile).

Nuovo Dpcm: ristoranti, palestre e parrucchieri. La bozza/ PDF

La situazione delle regioni

Piemonte, Lombardia e Marche da lunedì saranno arancioni, mentre Basilicata e Molise vengono retrocesse in rosso. L'Italia quasi tutta in giallo è ormai solo un ricordo. La Basilicata viene retrocessa in base ai dati (in una settimana l'indice Rt è passato da 1,03 a 1,51)  mentre il Molise, dove attualmente ci sono 33 comuni in fascia rossa, retrocede su richiesta dello stesso governatore Donato Toma ("Il Governo ha accolto la mia istanza"). Niente più zone rosse invece in Umbria, che viene confermata in arancione, ma con alcune misure sia di carattere regionale sia specifiche per la provincia di Perugia (finora sottoposta alle norme più restrittive). 

La Liguria, invece passa in giallo, ma le aree confinanti con la Francia, in primo luogo i comuni di Ventimiglia e Sanremo, restano in fascia ''arancione rafforzata'', come previsto dalla giunta regionale. Si allunga dunque la lista delle regioni in cui sono in vigore regole anti contagio più stringenti: ora sono in totale dieci, oltre alle province di Trento e Bolzano, più della metà del Paese, alle quali vanno aggiunti i lockdown locali come quelli che scatteranno nelle province di Frosinone, Pistoia e Siena già sabato e le misure da 'arancione scuro' in provincia di Bologna Brescia. Il monitoraggio settimanale del ministero della Salute fotografa un'Italia sempre più in difficoltà a causa della diffusione delle varianti Covid e dagli esperti arriva un nuovo invito a mantenere e anzi rafforzare i provvedimenti restrittivi: "Alla luce del chiaro trend in aumento - dice l'Istituto superiore di sanità - sono necessarie ulteriori e urgenti misure di mitigazione sul territorio nazionale e puntuali interventi" locali "per evitare il sovraccarico dei servizi sanitari". Indicazioni che si tradurranno in una ulteriore stretta nel nuovo Dpcm in vigore dal 6 marzo, che il governo sta mettendo a punto in queste ore.