I negozi del centro di Milano chiusi settimana scorsa
I negozi del centro di Milano chiusi settimana scorsa

Milano, 25 gennaio 2021 - Non si placano le polemiche sulla zona rossa in Lombardia della scorsa settimana e il presunto errore dei tecnici regionali nella determinazione dell'indice Rt che avrebbe determinato i sette giorni di lockdown prima del ritorno in zona arancione. Il governatore Fontana rispedisce al Governo ogni addebito anche la Regione ha rinunciato al ricorso al Tar sulla questione. Intanto, si muove anche il Codacons, annunciando un esposto alla Corte dei Conti contro la Regione. 

L'attacco

"Clamoroso errore della Regione Lombardia nel report statistico presentato allo Stato, nel numero totale erano stati inseriti migliaia di guariti, conteggiati come positivi al Covid-19. Presenteremo un esposto alla Corte dei Conti al fine di
denunciare quanto accaduto e quantificare il danno ai conti pubblici scaturito". Lo scrive in una nota l'associazione dei consumatori. "Nei report, compilati dalla Regione Lombardia, queste persone venivano inserite come persone con inizio sintomi - riferisce il
Codacons - senza alcuna descrizione dello stato clinico, in assenza di queste informazioni, quando queste persone guariscono, non venivano cancellate dall'elenco, ma venivano quindi conteggiate come positivi. Errore che è stato corretto dalla Regione nell'ultimo report, con passaggio della Lombardia in zona arancione". "Un errore clamoroso, inaccettabile e gravissimo, che ha costretto milioni di persone a rimanere in zona rossa quando erano assenti i presupposti perché ciò avvenisse, ma, in modo ancora più grave ha colpito quei commercianti e negozianti costretti a rimanere chiusi senza un valido motivo, che ora sono giustamente infuriati - spiega il presidente del Codacons, Marco Donzelli - un disastro, l'ennesimo, che non può passare sotto silenzio. nvitiamo tutti coloro che abbiano subito dei danni economici a contattare l'associazione al fine di chiedere i danni alla Regione Lombardia, rea di aver commesso l'errore, scriveteci all'indirizzo info@codaconslombardia.it o consulenze@codaconslombardia.it per avere tutte le informazioni".

Richiesta di accesso agli atti

"L'errore nell'utilizzo dei dati epidemici relativi alla regione Lombardia ha causato danni per centinaia di milioni al tessuto produttivo lombardo. Un errore "possibile perché non c'è trasparenza sui dati". Per questo Lettera 150, il think tank che riunisce circa 250 accademici di diverse discipline, ha inoltrato al ministero della Salute una istanza di accesso agli atti per rendere i dati conoscibili. I dati sono riferiti a 21 parametri, gli stessi sui quali si decidono i "colorì delle regioni e le misure restrittive da far
scattare per contrastare l'epidemia". "Renderli disponibili - spiega Giuseppe Valditara, coordinatore di Lettera150 - significa non solo consentire alla comunità scientifica di valutare e studiare l'andamento del contagio, e dunque l'efficacia di talune misure piuttosto che di altre sul territorio, ma anche di evitare zone di opacità e scarsa trasparenza". Alla richiesta di accesso agli atti non è stata data alcuna risposta.

I governatori leghisti: cambi il sistema di valutazione

Nel frattempo, i governatori leghisti ribadiscono  all'esecutivo la richiesta di rievedere i criteri per la determinazione dei colori delle regioni, con evidente riferimento a quanto avvenuto nei giorni scorsi in Lombardia. "Abbiamo chiesto piu' volte al governo di modificare il sistema di valutazione per determinare il colore di ogni regione con le conseguenti restrizioni anti Covid. Il sistema può avere conseguenze devastanti sulla vita delle persone e sull'economia, come nel caso della Lombardia, quindi e' necessario il massimo rigore nell'analisi dei dati. Rinnoviamo la richiesta, dunque, di una revisione immediata delle procedure per affrontare con serenità  maggiore una grave situazione. Il governo non puo' ad ogni problema esimersi da responsabilita' e incolpare le regioni. Ci aspettiamo da Conte e Speranza un atto di realismo e maturità  nei confronti dei cittadini e delle istituzioni. Il clima degli insulti non fa bene a nessuno. Ribadiamo la volontà di una leale collaborazione su tutti i temi, dai vaccini alle
misure per contrastare la diffusione del virus ma ci aspettiamo dall'esecutivo lo stesso spirito e volonta' per il bene del Paese e di tutti i cittadini". Lo affermano in una nota congiunta i governatori della Lega Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Christian Solinas (Sardegna), Nino Spirlì  (Calabria), Donatella Tesei (Umbria) e Luca Zaia (Veneto).