La Lombardia resta in arancione, che di fatto, da oggi è un arancione scuro. Ad anticiparlo è stato nel pomeriggio di oggi il governatore Attilio Fontana. Ma oggi, con il monitoraggio dell'Iss, cambia l'intera mappa delle zone Covid in Italia. Con un Paese che si tinge sempre di più di rosso e arancione. Vede rosso la Campania ("Siamo in zona rossa perché questo livello di contagio non si può reggere" ha detto oggi il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca) mentre Friuli Venezia Giulia e veneto sono arancioni. Confermato il giallo per Liguria e Lazio, che rischiavano la retrocessione, e l'arancione per l'Emila Romagna. Le ordinanze sono state firmate dal ministro della Salute Roberto Speranza ed entreranno in vigore da lunedì 8 marzo. In Serata è arrivata la notizia che anche l'Emilia Romagna da lunedì sarà in zona rossa.

La nuova mappa da lunedì 8 marzo

Ecco il quadro complessivo

Zona rossa: Campania, Basilicata, Emilia Romagna e Molise

Zona arancione: Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Abruzzo, Marche, Piemonte, Umbria, Toscana e le province autonome di Bolzano e Trento

Zona gialla: Liguria, Lazio, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d'Aosta

Zona bianca: Sardegna

Campania, De Luca: negli ospedali situazione insostenibile

La Campania da lunedì sarà quindi in lockdown. Una notizia attesa. "La ricaduta sulla rete ospedaliera ormai è pesante, diventerà insostenibile alla lunga - ha detto oggi il governatore Vincenzo De Luca -.. Gà oggi abbiamo un appesantimento della situazione degli ospedali, in particolare al Cardarelli si riversa ormai di tutto. È evidente che servono misure eccezionali". Il governatore ha annunciato che "in Campania da oltre una settimana registriamo circa 2.500 nuovi positivi al giorno. Anche oggi siamo a 2.500 contagi. La situazione è pesante, dobbiamo essere attenti e capire che siamo ormai di fronte alla terza ondata".

Veneto, Zaia: il virus gira velocemente

L'ipotesi ventilata da alcuni giorni dal Presidente Luca Zaia diventa realtà: lunedì il Veneto alza il suo livello di rischio pandemico e cambia colore da giallo ad arancione. Ad annunciarlo è lo stesso Governatore. "Siamo zona arancione, me l'ha confermato il ministro e posso dirlo - ha detto -. Il dato che ci 'sparà in arancione - aggiunge - è l'esempio della velocità del virus". Le cifre del report sulla diffusione del contagio vedono superare l'asticella dei 1.500 nuovi positivi (esattamente 1.505) e 25 decessi nelle ultime 24 ore. In due giorni la regione ha registrato quasi 3.000 positivi in più. Il totale degli infetti dall'inizio dell'epidemia sale a 339.742, quello dei morti a 9.936. A preoccupare è anche l'incremento dei ricoveri ordinari , a quota 1.206 malati (+4), mentre nelle terapie intensive i pazienti sono 153 (-3). Sorveglianza massima soprattutto rispetto ai casi che coinvolgono insegnanti e alunni in presenza.

Friuli, Fedriga: pesa aumento contagi

"Il Friuli Venezia Giulia da lunedì sarà zona arancione" ha riferito il governatore Massimiliano Fedriga. "L'ingresso in zona arancione dall'8 marzo - ha aggiunto Fedriga - è riconducibile non tanto all'indice Rt quanto al repentino e vistoso aumento dei contagi nel nostro territorio regionale che ci colloca a rischio alto". Ancora domani e domenica, spiega una nota, le sole aree delle ex province di Trieste e Pordenone permarranno gialle; da lunedì tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia sarà pertanto zona arancione, con didattica a distanza per le scuole medie, superiori e università. 

Brusaferro: riportare Rt sotto 1

L'indice di contagio medio calcolato sui casi sintomatici è pari a 1.06. Era 0.99 la scorsa settimana, con un limite superiore già oltre 1. Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), presentando i dati del monitoraggio regionale di Covid-19​ della Cabina Regia ha spiegato che il dato dell'indice di contagio Rt a 14 giorni "mostra che il nostro Paese ha superato l'1. Questa non è una buona notizia, perché è un indicatore di crescita dei nuovi casi, dell'epidemia" di Covid-19. "E quindi l'obiettivo è, a livello di Paese e di singole Regioni e Province autonome, riportarlo il più rapidamente possibile sotto 1". Obiettivo scendere con urgenza sotto 1. "Vedete però - fa notare Brusaferro - che quasi tutte le regioni sono con un Rt che supera 1, anche se in alcuni casi il livello più basso dell'intervallo di confidenza è ancora sotto 1. Ma questo dato è rilevante ed è un segnale importantissimo di necessita di adozione tempestiva di misure di mitigazione sul livello nazionale e regionale". 

Il monitoraggio dell'Iss

Per la quinta settimana consecutiva il quadro epidemiologico in Italia presenta un peggioramento nel livello generale del rischio. Sei Regioni (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia e Marche) hanno un livello di rischio alto. Sono 14 (contro 10 la settimana precedente) le Regioni con una classificazione di rischio moderato (di cui nove ad alta probabilita' di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e solo una (Sardegna) con rischio basso (sei la settimana precedente). Dieci Regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1 di cui una (Molise) ha un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Delle altre nove, sei hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno.

L'indice Rt delle Regioni: in dieci sopra all'1

Ecco il quadro regione per regione degli Rt puntuali come indicato nella bozza dell'ultimo monitoraggio Iss-ministero della Salute (dati al 3 marzo 2021 relativi alla settimana 22-28 febbraio)

REGIONE / RT PUNTUALE

Abruzzo 0.96

Basilicata 1.16

Calabria 0.81

Campania 0.96

E-R 1.13

FVG 0.92

Lazio 0.98

Liguria 0.96 
Lombardia 1.13

Marche 1.08

Molise 1.66

Piemonte 1.15

PA Bolzano 0.75

PA Trento 1.1

Puglia 0.93

Sardegna 0.67

Sicilia 0.79

Toscana 1.18

Umbria 0.79

Valle d'Aosta 1.21

Veneto 1.08