Milano, 8 dicembre 2021 - Ancora una volta i colori delle regioni italiane sono al centro dell'attenzione. Da un Paese completamente in zona bianca, hanno iniziato a tingersi di giallo alcuni territori ed altri potrebbero diventarlo presto o entro Natale. Non solo, c'è anche chi rischia addirittura l'arancione: tutto dipenderà dall'andamento dei contagi e dei ricoveri per Coronavirus. Ma è ormai certezza che prima di Natale la mappa dell'Italia subirà qualche cambiamento. Vediamo la situazione nel dettaglio con gli ultimi dati che arrivano dalle regioni. 

Mappa Covid, l'ipotesi per le prossime settimane

Le regioni già in zona gialla

Al momento ci sono già una regione e una Provincia autonoma in zona gialla. Il Friuli Venezia Giulia è entrato in questa fascia di colore lunedì 29 novembre, mentre l'Alto Adige venerdì scorso, 3 dicembre. Oltre a questa novità, sempre nello stesso giorno, il governatore Arno Kompatscher ha firmato l'ordinanza numero 37, con cui la Provincia autonoma recepisce la normativa statale per il Super Green pass, che è entrata in vigore come nel resto del territorio nazionale. In Alto Adige sono previste però regole più severe. Mentre a livello nazionale è obbligatorio avere il Super Green Pass per sedersi al bar o in un ristorante, nella Provincia autonoma questa norma è estesa anche per chi vuole bere un caffè al banco. Per andare in treno o in bus è obbligatoria la mascherina FFP2. Visto che molti impianti sciistici confinano con altre regioni, questa norma più restrittiva non vale per impianti funiviari e skilift. L’ordinanza prevede mascherine obbligatorie all'aperto in caso di assembramenti e comunque in tutti i locali al chiuso. 

Zona gialla, quattro regioni in bilico

Nelle prossime ore altre regioni italiane potrebbero aggiungersi a Friuli e Alto Adige.

CALABRIA  -  Attenzione altissima sulla Calabria che, stando agli ultimi datio Agenas, è all'11% in terapia intensiva e al 16% in area medica. "In Calabria il problema non è tanto il numero dei contagi, che sta crescendo e certamente ci preoccupa, ma l'effetto di questo aumento sulla rete ospedaliera. Se la nostra regione da lunedì 13 dicembre, come è probabile, andrà in ' zona gialla', ci andrà non per i contagi, ma per i pochi posti in terapia intensiva", ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, intervistato da TgCom24. "Io, da neo commissario alla sanità - ha aggiunto - in poche settimane ho incrementato il numero dei posti in terapia intensiva di una ventina di unità. Purtroppo, veniamo da 12 anni di commissariamento della sanità che non ha prodotto risultati. Confido, però, che nel giro di qualche mese dimostreremo che anche la sanità in Calabria può essere governata, e governata bene". Nessun altro territori si trova in una situazione simile, ma i candidati dalla settimana successiva sono diversi: le Marche, il Veneto e la Lombardia

VENETO - Il Veneto procede spedito verso la zona gialla, che secondo le stime della Regione scatterà non la prossima settimana ma quella successiva. "Sarà un Natale in giallo", ha affermato Zaia, ricordando che la Regione supera già i parametri relativi a occupazione delle terapie intensiva (è al 13% contro un limite del 10% e dell'incidenza, molto superiore ai 100 nuovi casi ogni 100.000 abitanti). A tenere il Veneto in zona bianca è l'occupazione dell'area medica, oggi all'11% contro un limite del 15%. "È verosimile che la prossima settimana sarà bianca e quella dopo sarà gialla", ha concluso Zaia.

MARCHE - Preoccupano anche le Marche, anche se non rischiano un immediato passaggio in zona gialla. "La curva pandemica ha rallentato la sua corsa ma comunque è stabilmente alta e un dato importante rispetto alla settimana scorsa è l'aumento di ricoveri ospedalieri, soprattutto in area medica, con una 'saturazionè passata da una stabilità che ci teneva intorno al 5-6-7%, al 10,5-11%", ha detto ieri il presidente della Regione Francesco Acquaroli. "È un dato a cui fare attenzione, - ha aggiunto - bisogna capire se è la risposta di alcune fasi di picco della pandemia delle scorse settimane o se un trend che rischia di trasformare nelle prossime settimane il colore della regione. Bisogna essere attenti, verificare le evoluzioni di questa fase e fare massima attenzione". Intanto "due parametri su tre sono superati":
l'incidenza su 100mila abitanti, "come in tutta Italia" e la situazione delle intensive. In ogni caso "il trend è in crescita per noi e in Italia, dobbiamo essere attenti". 

LOMBARDIA - Mentre ieri, i dati giornalieri del contagio da covid-19 hanno fatto segnare un nuovo aumento dei ricoverati sia nei reparti ordinari, che superano quota mille (1.041), sia in terapia intensiva, con 134 posti occupati, la Regione Lombardia ha aumentato i posti letto per il ricovero in area medica. Nell'ambito della riorganizzazione ospedaliera per affrontare la crescita dei contagi, ha spiegato l'assessorato al Welfare, la Regione ha aumentato di circa 1300 il numero di posti letto a disposizione per il ricovero dei pazienti Covid in area medica, portandoli a 7945. Un tentativo anche di scongiurare il passaggio in zona gialla prima di natale: per raggiungere la soglia del 15%, infatti - percentuale di allerta per la zona gialla - si passa così da 1003 posti letto occupati in area medica, a 1192 posti letto, con un incremento di 189 unità. Ma già ieri l'aumento di 55 ricoveri ordinari si è 'mangiato' una fetta di quanto guadagnato. Unica notizia incoraggiante l'abbassamento del tasso di positività dal 2,2% all'1,9 con un numero alto di tamponi eseguiti. Si tratta, hanno precisato dall'assessorato, di una riorganizzazione modulata su diversi livelli di allerta che ridisegna il numero dei posti letto che effettivamente al momento si potrebbero mettere a disposizione, considerando il personale necessario alla cura dei pazienti ricoverati. La Regione ha innalzato così il numero di posti letto a disposizione ogni 100mila abitanti da 66,7 a 79,2 e si allinea maggiormente ai dati comunicati dalle altre Regioni e alla media nazionale, che rimane comunque più alta a 99,8, come si evince da un grafico di Agenas.

Zona arancione, chi rischia?

I due territori in zona gialla rischiano di passare a quella arancione? In questo momento l'unica zona d'Italia che potrebbe rischiare il cambiamento a misure restrittive più severe è la Provincia di Bolzano: in Alto Adige l'incidenza è molto alta e continua ad aumentare, le terapie intensive sono al 15% e le aree mediche al 20%. Per il passaggio in arancione dovrebbe superare rispettivamente 20% e 30%.  La zona arancione comporterebbe una distinzione netta tra la vita di chi ha il super green pass e quella di chi invece ha quello base o non lo ha. Per tutti i non vaccinati o guariti scatterebbero sostanzialmente le restrizioni della zona arancione, mentre le attività resterebbero tutte aperte per chi ha la certificazione verde rafforzata.

Quando si passa in zona gialla e arancione: i criteri

Tre sono i parametri che determinano il colore della regione: incidenza, occupazione dei posti letto in area medica (ricoveri ordinari) e occupazione delle rianimazioni (terapie intensive). Perché scatti la zona gialla devono essere contemporanemanete superate tre soglie limite: 50 casi per 100mila abitanti per quanto riguarda l'incidenza: soglia superata in tutte le regioni; 15% di posti letto occupati in area medica e il 10% di posti letto occupati in terapia intensiva. Per passare da giallo ad arancione è "necessario che si verifichi un'incidenza settimanale dei contagi pari o superiore a 150 ogni 100mila abitanti e aver contestualmente superato i limiti di occupazione dei posti letto di area medica e terapia intensiva prevista per la zona gialla".